Studenti e ricercatori

Borse di studio, 40 milioni in più per aiutare 8mila ragazzi

di Francesco Nariello

Per il prossimo anno accademico - segnato dal temuto impatto della crisi economica connessa all’emergenza Coronavirus sui redditi delle famiglie - l’accesso a una borsa di studio rappresenterà, più che mai, l’occasione da non perdere per alleggerire, e in alcuni casi tagliare di netto, il carico delle rette e dei costi connessi alla vita da studente universitario.

Una possibilità che, tuttavia, con le risorse aggiuntive stanziate dal Governo, dovrebbe riguardare un platea più ampia rispetto alle scorse annualità. Secondo le previsioni, i 40 milioni riservati dal Dl Rilancio al fondo integrativo statale (Fis), dovrebbero servire a colmare il gap tra chi risulta idoneo alla borsa e chi effettivamente la percepisce: circa 8mila studenti.

La possibilità di ottenere gli aiuti, tuttavia, è anche connessa al rendimento degli iscritti - che dovranno essere in possesso di specifici requisiti di merito, oltre che di reddito - e alla loro capacità di sapersi orientare tra le opportunità: oltre alle borse per il diritto allo studio e a quelle di ateneo, infatti, ci sono bandi esterni promossi da aziende private, fondazioni, associazioni.

Bandi regionali entro luglio

Il terreno di gran lunga più battuto è quello dei bandi pubblicati, di solito entro luglio, dagli enti regionali per il diritto allo studio o, in alcuni casi, dalle università, che offrono - oltre all’esonero dalle tasse per gli idonei - somme di denaro per i vincitori, anche a copertura delle spese di mantenimento, come vitto e alloggio per i fuori sede.

In particolare, in base alle elaborazioni dell’osservatorio regionale per il diritto allo studio Ires Piemonte su dati Miur, gli studenti che hanno ottenuto l’assegno nell’anno accademico 2018-2019 (ultimo disponibile), sono stati il 97,4% degli aventi diritto, con copertura totale in tutte le regioni tranne Veneto (99%), Lombardia (98%), Calabria (93%) e sopratutto, con distacco, la Sicilia (78%). La percentuale dei borsisti sugli iscritti si è attestato al 12,5%, un punto in più rispetto all’annualità precedente, ma sempre meno rispetto a molti Paesi europei, con Germania, Spagna e Francia - ad esempio - che oscillano tra il 20 e il 40% di copertura.

A stabilire gli importi minimi delle borse, ogni anno, è un decreto del Miur: quello relativo al 2020-21 rivede leggermente al rialzo gli importi rispetto all’anno scorso (+0,5% connesso all’inflazione): 1.981,75 per gli studenti in sede, 2.898,51 euro per i pendolari e 5.257,74 per i fuori sede. Specifiche modifiche, tuttavia, possono essere inserite nei singoli bandi. Ancora non è stato pubblicato, invece, il provvedimento che fissa le soglie massime di Isee e Ispe per accedere alle borse: quelli relativi all’a.a. 2019-2020 erano, rispettivamente, di 23.508,78 euro e di 51.106,05 euro. Anche tale parametri reddituali, tuttavia, possono essere modificati (verso il basso) dalle regioni.

Da sottolineare che, per conservare il diritto alle agevolazioni, è necessario acquisire un certo numero di crediti formativi entro il 10 agosto dell’anno di iscrizione, con quote minime di Cfu che variano in base all’anno di corso.

Per andare a caccia di agevolazioni, soprattutto se non si rientra nei parametri delle borse Dsu, è sempre utile monitorare i bandi sui siti web delle università. Altre opportunità, infatti, sono rappresentate da premi e misure messe a disposizione dai singoli atenei - di solito legate al merito - e da quelle erogate con il supporto di soggetti privati, come imprese, banche, studi professionali. Quest’anno si aggiungono gli aiuti mirati a sostenere gli studenti le cui famiglie siano state particolarmente colpite dalla crisi connessa al Covid 19. L’università di Bologna, ad esempio, ha dato il via libera a un bando che stanzia 640mila euro (al posto dei 200mila degli anni precedenti), da destinare agli iscritti che si trovano in condizioni di particolare difficoltà anche a causa dell’emergenza epidemiologica, e che prevede l’erogazione di contributi differenziati - dai 2mila agli 800 euro - in base a condizioni economiche dei beneficiari. Stessa finalità per la manovra straordinaria da 500mila euro messa a punto dalla Ca’ Foscari di Venezia. In alcuni casi a muoversi sono i singoli dipartimenti, come - tra gli altri - Matematica all'università di Tor Vergata, che ha istituito premi speciali per fornire aiuti (tra i 400 e 1000 euro) agli studenti che si iscriveranno ai corsi sia triennali che magistrali.

Le borse egli atenei privati

Molteplici, infine, le opportunità proposte dalle università private. Anche in questo caso non mancano le iniziative straordinarie.

Come United for Luiss learning, fondo post Covid19 attraverso cui la Luiss procederà all’assegnazione di 310 nuove borse di studio aggiuntive per l’annualità 2020-21, di cui 100 rivolte alle matricole, con scadenza al prossimo 30 luglio, e il resto agli studenti già iscritti.

L’università Cattolica, oltre ad avere istituito il fondo «Agostino Gemelli» per aiuti agli studenti per comprovati disagi economici direttamente connessi all’emergenza sanitaria, ha lanciato un concorso per cento borse (di 2.000 euro ciascuna) riservate a neoiscritti di triennali/magistrali e altrettanti premi per studenti che già frequentano i corsi dell’università, assegnati esclusivamente per merito.

Dalla Lumsa, infine, 50 borse di studio (1.000 euro ciascuna) a matricole meritevoli e in difficoltà economiche che si iscriveranno a uno dei percorsi di laurea dell’ateneo.


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