Studenti e ricercatori

Lezioni in aula su prenotazione, la didattica diventa «mista»

di Francesco Nariello

Lezioni in presenza, ma solo su prenotazione. Uso intensivo e mirato di strumenti tecnologici, anche di ultima generazione, come visualizzatori virtuali di oggetti in 3d e piattaforme in grado di garantire la massima interazione tra docenti e studenti. E, ancora, accessi differenziati ai corsi in aula, in base a numero frequentanti, spazi, tipologia di attività da svolgere: dalla suddivisione in piccoli gruppi alle formule a rotazione. Sono alcune delle soluzioni ipotizzate per affrontare, da settembre, la fase 3 della didattica universitaria.

Linee guida post Covid

I diversi atenei,alle prese con le incertezze del post Covid-19, provano a pianificare - salvo imprevisti - le attività per il prossimo anno accademico: lezioni, esami, laboratori, lauree. Il punto fermo, per tutti, sarà il ricorso alla didattica mista, così come indicato dal ministro di Università e Ricerca, Gaetano Manfredi, nella nota inviata ai rettori il 4 maggio, giorno in cui si sono allentate le maglie del lockdown. Quel documento, in particolare, detta alle università le azioni prioritarie per il periodo tra settembre e gennaio prossimi, allo scopo di contemperare la garanzia di adeguate condizioni di sicurezza sanitaria con la continuità delle attività formative e di ricerca.

I piani degli atenei

Al primo punto c’è la necessità di elaborare - anche alla luce dell’esperienza accumulata - un piano di offerta didattica blended, in grado di essere erogata sia in presenza che a distanza, con modalità sincrona e/o asincrona, accompagnato da regole per accesso agli spazi (aule, laboratori, biblioteche) e uso dei dispositivi di protezione individuale, e dall’ulteriore potenziamento delle infrastrutture digitali. Diversi atenei si sono già mossi, disegnando una cornice per la ripresa attività in base alle proprie peculiarità, altri aspettano l’evoluzione della situazione.

Per le università con molti studenti la strada più battuta è quella della prudenza. Roma La Sapienza, ad esempio, si limita - al momento - a prevedere lezioni in modalità mista, con un numero di studenti, per quelle in presenza, compatibile con gli spazi necessari a garantire la sicurezza. Idem per lauree ed esami: al momento non si fanno previsioni perché molto dipende da prenotazioni e disponibilità aule, fanno sapere dall’ateneo, specificando che per i più affollati si preferirà la modalità telematica.

Sulla stessa linea la Statale di Milano, con didattica mista in funzione della tipologia di corsi e iscritti: si punterà a gestire in aula, con gruppi ridotti, i moduli che prevedono esercitazioni in presenza.

Sono due le modalità per lo svolgimento lezioni all’università di Pavia: didattica mista a piccole classi, con i corsi articolati in una parte a distanza rivolta a tutti e un’altra con classi ristrette, ciascuna con diverso docente, che potranno approfondire argomenti o svolgere esercizi; e mista a rotazione, con gli studenti suddivisi in sottogruppi che si alternano nella presenza, ad esempio su base settimanale.

Alla Ca’ Foscari di Venezia si punterà su un sistema telematico per prenotare il posto in aula, definendo in modo flessibile i contingenti in risposta alle evoluzioni della situazione sanitaria. Predisposto un protocollo per l’accesso alle sedi universitarie (campus, plessi, edifici): sarà consentito, su base giornaliera, solo a studenti prenotati, con controlli all’ingresso e segnaletica in aula. Prenotazioni anche alla Cattolica, nelle sue diverse sedi, in cui la partecipazione degli studenti sarà contingentata attraverso un’app con cui prenotare il posto, secondo criteri cronologici e alfabetici.

Una corsia per le matricole

Per le matricole l'approccio con il mondo universitario potrà variare sensibilmente. A Parma, ad esempio, agli studenti del primo anno - «che più di altri necessitano di sperimentare fin da subito la vita universitaria» - sarà garantita, con suddivisione in piccoli gruppi, una parte consistente delle lezioni in presenza - a partire dalla «lezione zero» di accoglienza -, quota che diminuirà progressivamente per gli iscritti ad anni successivi.
Corsia preferenziale per le matricole anche alla Bicocca di Milano: qui l’accesso in università, nel primo semestre, sarà indirizzata soprattutto alle matricole, oltre che ad attività di laboratorio (non realizzabili in remoto) e approfondimenti mirati con i docenti.

In altri casi, invece, non sembra esserci alternativa rispetto alle lezioni a distanza per i corsi più gettonati, quasi sempre quelli del primo anno. Sarà così, se le condizioni lo imporranno, a Palermo: per i più frequentati - fanno sapere dal rettorato - si punterà ancora sulla didattica online, mentre la dimensione dal vivo sarà percorribile per magistrali e corsi meno affollati.

Stessa logica a Pisa, con erogazioni in presenza da settembre per le attività che coinvolgono un numero di studenti più contenuto e, quindi, più tutelabile: la Scuola di medicina, ad esempio, potrà farlo per i corsi con numero programmato non superiore a 50 persone. Ciascun dipartimento potrà proporre, entro giugno, un piano per lo svolgimento in presenza in base agli iscritti.

Tecnologie decisive

Un ruolo cruciale lo avranno, ancora una volta, le tecnologie digitali, con diversi atenei che proveranno a percorrere strade innovative. A Tor Vergata, ad esempio, verrà utilizzata per alcuni corsi Eiduco, piattaforma che offre soluzioni avanzate e permette, tra l’altro, di interagire con i docenti in tempo reale, sottolineando i punti chiave in uno streaming e i passaggi meno chiari, ma anche di offrire sottotitoli in diverse lingue e di fornire - a fine lezione - una sorta di dispensa digitale, con trascrizione dei contenuti a dispizione degli studenti.

All’università Luiss di Roma - dove la didattica è stata ridefinita in funzione delle diverse modalità di erogazione: in streaming, in presenza, asincrone, team working - la nuova piattaforma esami sarà integrata con Keyless, tecnologia di autenticazione biometrica in chiave cybersecurity, che facilita l’identificazione candidati attraverso la face recognition, nel rispetto dei dati sensibili.


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