Studenti e ricercatori

Lezioni in presenza a settembre: è l’obiettivo dei rettori italiani

di Redazione Scuola

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Le università italiane hanno tutta l'intenzione di inaugurare il prossimo semestre, la cosiddetta Fase 3, riattivando le attività in presenza. «Non ci stancheremo mai di sottolineare - ha detto Ferruccio Resta, presidente della Crui, durante l’assemblea di ieri - che l'università è una comunità fatta di menti, di persone e di relazioni. La sua missione non si limita alla trasmissione di saperi ma alla formazione di cittadini attivi e responsabili». I rettori hanno rinnovato il loro apprezzamento per le risorse stanziate dal Governo nel Dl Rilancio, in buona parte indirizzate ai giovani. Fra le quali: 165 milioni per estendere la no-tax area e supportare gli studenti in situazioni di disagio, 40 per il diritto allo studio, 15 per i dottorati e 200 per il piano straordinario di assunzione di giovani ricercatori.

Didattica a distanza per tutta l’estate
Proprio a partire dall'attenzione agli studenti che le università italiane hanno condiviso la necessità di un approccio graduale e prudente per la ripartenza dopo la pausa estiva. «Una volta garantiti sanificazione, distanziamento fisico e tutti i parametri di sicurezza necessari - ha commentato Maurizio Tira, delegato Crui per gli Affari Internazionali - continueremo a offrire la possibilità di seguire le lezioni da remoto. Non possiamo infatti dimenticare né gli studenti fuorisede, né quelli fragili, né tantomeno gli stranieri».

Le misure per gli studenti stranieri
«Il nostro sistema universitario deve poter conservare la propria attrattività», ha sottolineato Tira che ha poi aggiunto: «Deve poter dire agli studenti stranieri: 'iscrivetevi, portate a termine le procedure e, se non fosse ancora possibile, iniziate l'anno accademico online'. Il salto tecnologico che ha accompagnato l'emergenza sanitaria ha reso questa cosa non solo ipotizzabile ma fattibile». In quest'ottica, la Crui sta collaborando con i ministeri dell’Istruzione, degli Esteri e dell’Università e con il Cimea perché, in tempo utile per il prossimo anno accademico, Universitaly diventi la piattaforma dove sbrigare tutte le pratiche di iscrizione in modalità totalmente dematerializzata.


© RIPRODUZIONE RISERVATA