Studenti e ricercatori

Attesi nel 2020 altri 29 corsi in modalità telematica

di Eugenio Bruno

Con lo scoppio dell’emergenza anche negli atenei la parola d’ordine sembra diventata «e-learning». Ma se nelle università i risultati sono stati da subito diversi (e migliori) rispetto alle scuole lo si deve soprattutto al background preesistente. Che - al netto dell’eccellenza dei Mooc - consisteva (e consiste tuttora) in 11 università interamente telematiche e in quasi 200 corsi erogati già integralmente o parzialmente a distanza dal sistema universitario italiano. A cui se ne potrebbero aggiungere altri 29 nell’anno accademico 2020/21. Stando almeno ai desiderata dei rettori che, dopo aver ottenuto il via libera del Consiglio universitario nazionale (Cun) dovranno ottenere il “disco verde” dell’Agenzia di valutazione Anvur e del ministero dell’Università. Per quest’anno entro il 15 luglio visto lo slittamento, causa pandemia, di tutti gli adempimenti universitari.

La diffusione dell’e-learning

Fermo restando che si tratta solo di uno dei tanti indicatori utilizzabili per misurare l’attitudine al digitale delle nostre accademie, il primo elemento che balza agli occhi è che nell’arco di un decennio i corsi a distanza attivi negli atenei statali sono saliti dai 100 del 2011 ai 195 attivi nel 2019 secondo il portale Universitaly. Più nel dettaglio, si tratta di 132 lauree in tutto in parte a distanza e 65 erogati nella cosiddetta forma “mista”, cioè con meno del 66% dei crediti attribuiti online.

Considerando che nel frattempo le lauree sono salite da 4.334 a 4.645 vuol dire che nel frattempo il peso dell’e-learning è cresciuto dal 2,3 al 4,2 per cento. Un campo dove a farla da padrone sono state le realtà telematiche, a cui fa capo oltre il 60% delle iniziative di studio a distanza.

In arrivo altri 30 corsi

Il peso dei corsi erogati in tutto o in parte a distanza l’anno prossimo potrebbe salire. Delle 198 proposte di attivazione, 29 riguardano infatti corsi integralmente o parzialmente a distanza. Al netto delle misure straordinarie che il ministro Gaetano Manfredi e la Conferenza dei rettori potrebbero mettere in campo qualora il contagio di Covid-19 fosse ancora in atto. A quel punto tutti i 4.600 corsi (e oltre) in agenda per il 2020/21 potrebbero essere erogati in parte a distanza e in parte a presenza per tutto il primo semestre. Ma allora staremmo parlando di un altro film a cui nessuno al momento vuole essere costretto a pensare.


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