Studenti e ricercatori

Da Federico II e PoliMi l’offerta maggiore di «Mooc»

di Valentina Reda

L’emergenza Coronavirus ha riacceso il riflettore sull’e-learning e sull’importanza strategica della didattica multimediale - aperta e di qualità - per il sistema pubblico della formazione. La chiave: la preparazione. Come dimostra la Cina e la scelta di puntare massicciamente sui corsi in formato Mooc (Massive open online courses) e le iniziative analoghe messe in campo in molti paesi del mondo, a partire dagli Stati Uniti, università della Ivy league in testa. Un campo in cui anche il nostro Paese vanta un’importante presenza.

La Federico II di Napoli è la prima in Europa e nella top ten mondiale per numero di Mooc al suo attivo, con oltre 160 corsi aperti, erogati attraverso la piattaforma Federica.eu ed edX, provider internazionale di Harvard e Mit. I corsi, quasi tutti curricolari, includono anche quelli per i corsi di laurea Federico II di Ingegneria Meccanica, Ingegneria Informatica, Economia Aziendale e Economia del turismo. La piattaforma ospita anche corsi di altri atenei: Padova, Firenze, Pavia, Milano Bicocca, e Orientale di Napoli.

La seconda università italiana secondo l’Osservatorio internazionale Class Central è il Politecnico di Milano, che offre, attraverso la piattaforma Pok, l’accesso a più di 50 Mooc, principalmente rivolti all’orientamento in entrata e in uscita dall’università, ma con un numero crescente di corsi di supporto ai percorsi curricolari di area scientifica, cui si aggiungono gli 8 corsi disponibili via Coursera. Sulla piattaforma di Mountain View, inoltre, è possibile trovare gli 11 Mooc della Bocconi e 6 della Sapienza di Roma. Ancora, la piattaforma EduOpen consente l’accesso ai circa 200 corsi attualmente aperti delle 25 istituzioni appartenenti al consorzio, con un’offerta diversificata che va da corsi brevi di poche ore a percorsi annuali.

Lo scenario italiano si completa con l’Alma Mater di Bologna con 11 Mooc disponibili sulla piattaforma Book, l’università di Urbino, con altrettanti corsi, principalmente rivolti a una platea scolastica e di docenti, e Venezia Ca’ Foscari con 13 Mooc attivi o in partenza, entrambe su piattaforma di ateneo.

Anche da noi, quindi, la preparazione può aiutarci a rispondere all’emergenza. Ricordando che offrire la possibilità di partecipare alla didattica, nell’impossibilità di raggiungere le sedi universitarie, è un obiettivo che va oltre la necessità straordinaria, e riguarda la capacità di inclusione di tutti quegli studenti - italiani e non - che vogliano accedere all’alta formazione degli atenei italiani pur nell’assenza delle risorse per raggiungerli. Questo era il tema del tavolo aperto a Udine nel 2018 a oltre 250 rappresentanti di tutti gli atenei del Paese con l’obiettivo di mettere a punto un Piano nazionale per l’università digitale. Le condizioni ci sono, occorre ripartire da qui.


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