Studenti e ricercatori

Rettori: gestiamo la crisi guardando al futuro

di Redazione Scuola

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Nonostante lo stop alle lezioni che riguarda tutte le università italiane fino al 15 marzo, per l'emergenza Coronavirus, gli atenei sono attivi, la ricerca continua così come le lezioni e le lauree, che sono diventate virtuali. E' questo il messaggio di Ferruccio Resta, rettore del
Politecnico di Milano e presidente della Crui, la conferenza dei rettori delle università italiane, che ieri si è riunita a Roma per definire le “politiche unitarie” da adottare in queste
settimane.

«Quando si gestiscono queste crisi dobbiamo avere un'organizzazione un po' militare - ha commentato Resta -. Il governo, sentita anche la parte scientifica, ha preso questa decisione che ha l'obiettivo di limitare il contagio e ridurre gli assembramenti, rendendo possibile compatibilmente con le indicazioni il servizio pubblico”.

L'attività di ricerca prosegue «al Politecnico e nelle altre università. Così come le tesi di laurea, a distanza, che ieri si sono tenute a Pisa e qui al Politecnico di Milano - ha aggiunto - e in tante altre parti d'Italia». L'università di Padova «sta sperimentando degli esami scritti a distanza, mentre in Emilia Romagna, a Bologna», dove gli atenei sono già alla seconda settimana di chiusura come in Lombardia, «stanno portando quasi tutta l'attività online». In tutta Italia «le università oggi sono al lavoro, con i loro rettori, per avviare tutte le attività a distanza».

Il messaggio che le università italiane vogliono dare in questo momento di crisi è che «dobbiamo gestire l'emergenza ma anche ridurre l'impatto che questa situazione avrà sul Paese tra qualche mese - ha aggiunto Resta -. Quindi, quando sarà finita, i ragazzi dovranno essere laureati e i progetti di ricerca e gli esami conclusi». Le università «sono laboratori di sperimentazione e di conoscenza e anche in questa crisi i colleghi e gli studenti la gestiscono guardando anche un po' al futuro». Inoltre l'utilizzo della tecnologia per la didattica virtuale e le modalità di lezioni che si stanno portando avanti in questi giorni «rimarranno un patrimonio che cambierà l'offerta formativa e il modo di fare Università del nostro Paese», ha concluso.


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