Studenti e ricercatori

Tempi lunghi e alti costi, ma domande in aumento

di Marco Valsania

Gli Stati Uniti sono una destinazione prioritaria per gli studi all’estero, nonostante i costi in ascesa - spesso decine di migliaia di dollari l’anno in assenza di borse di studio - e il clima a volte meno propizio sotto l’amministrazione di Donald Trump. Nonostante anche i lunghi preparativi che richiedono: come per gli studenti statunitensi, le domande di iscrizione scattano l’autunno precedente, e compresa la necessità di sostenere precedenti test il tutto richiede dunque facilmente un anno e mezzo di lavoro.

Chiunque decida di fare domanda nelle università americane non è solo. Anzi, è in compagna di ben 1,1 milioni di studenti stranieri, nei college statali o privati. E se è vero che molti arrivano dall’Asia - la Cina domina con quasi 370.000 studenti, ancora in aumento dell’1,7% nell’ultimo anno - il Vecchio continente non sfigura.

Sono 90.996 gli studenti europei censiti, anche se in leggero calo rispetto ai due precedenti anni accademici, quando erano stati
92.655 e 92.820.

Gli italiani, in particolare, sono in aumento, del 5,6% a 6.114, contro i circa 9.000 di Germania e Francia, in declino.

Nell’insieme gli studenti esteri nell’ultimo anno accademico hanno fatto segnare nuovi record, grazie a un incremento dello 0,05 per cento. Rappresentano ormai il 5,5% del totale della popolazione nell’istruzione secondaria superiore - contro l’1% negli anni Cinquanta - e contribuiscono fino a 45 miliardi di dollari l’anno all’economia americana. Anche il loro tasso di successo accademico è in aumento: in dieci anni la percentuale di coloro che completano gli studi è salita di sei punti al 76,8% in un sondaggi di 293 istituzioni.

Guida alla scelta

Dal vista pratico, la scelta del luogo dove studiare vede spesso gli studenti stranieri gravitare verso aree ad alta densità universitaria e più familiari. Gli stati più popolari, non a caso, sono sulle due coste, New York (124.000) e Massachusetts (71.000), la California (161.000). Spunta però, nel centro-sud del paese, il Texas con 81.000 studenti internazionali.

In termini di singole università, stando all’associazione specializzata Open Doors, le più gettonate dagli stranieri sono la New York University con oltre 19.000 arrivi da oltre-confine, che vanta anche un dipartimento leader di studi italiani. È seguita dalla University of Southern California, con oltre sedicimila. In posizioni di rilievo in questa classifica compaiono Columbia University e Northeastern University a Boston, con oltre 15.000 stranieri. Per prestigio attirano anche e sempre Yale, Harvard, Mit e Princeton sulla costa est, Stanford a occidente.

Come percentuale di studenti stranieri sulla popolazione totale, in vetta è invece la New School a New York con il 31% e NYU rivendica il 27 per cento. Harvard e Princeton hanno il 12%, Yale l’11%, Stanford e Mit il 10 per cento. La rivista Forbes ha provato a classificare le migliori università per gli stranieri, tenendo conto di una combinazione di qualità, costi e sostegno: le prime cinque risultato in questo caso essere Princeton University, Yale University, Massachusetts Institute of Technology, Harvard University, Columbia University.

La tipologia di studi cercata a sua volta mostra chiare preferenze tra chi arriva in America favorendo le specialità scientifiche, le cosiddette Stem - Science, Technology, Engeneering and Mathematics.
Queste fanno oggi appello al 51,6% degli studenti esteri. In particolare matematica e computer science, forse vista la prossimità con Wall Street e Silicon Valley, ha registrato balzi, con un incremento delle iscrizioni dall’estero nell’ultimo anno del 9,4%, abbastanza da superare business and management quale secondo campo di studi e subito alle spalle di quello che rimane il più popolare, ingegneria. Quest’ultimo ambito raccoglie oltre un quinto di tutti gli studenti internazionali negli Stati Uniti.

Requisiti accademici e di visto

Normalmente le università americane richiedono agli studenti stranieri di superare un esame di inglese come seconda lingua, quale il Toefl o lo Ielts. Richiesto per chi fa domanda per il primo anno è anche il test Sat o il test Act, tradizionali test per tutti gli studenti americani necessari in molti college (non vengono richiesti da alcune università specializzate, quali ad esempio scuole d’arte o di musica, dove però sono necessari portafogli di opere o audizioni). Il test Sat ha una prevalenza di matematica tradizionale, l’Act dà maggior spazio a tematiche scientifiche. Per uno studente straniero - al pari degli americani - occorre completare simili test con punteggi soddisfacenti (i punteggi medi voluti dalle singole università sono suoi loro siti) entro l’estate, per poterli allagare alla domanda.

Per gli studenti di dottorato l’esame richiesto è il Gre (Graduate Record Examination). Gli studenti che intendono perseguire una laurea possono fare tre tipi di domanda: early decision, early action e regular action. I primi due tipi sono accelerati, da presentare di solito entro ottobre o metà novembre: “early decision” richiede che lo studente si impegni ad accettare l'offerta dell'università; “early action” non prevede obblighi. Le domande regolari abitualmente sono invece inviabili fino a fine anno o inizio gennaio. Le risposte dei college arrivano a primavera. Alcune università richiedono documenti particolari o aggiuntivi da allegare alle domande, ma la componente centrale della domanda è la centralizzata “Common Application”, accessibile online, che copre 800 università americane. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, infine, per gli studenti stranieri esistono tre tipi di visti. Il più comune per percorsi di studi universitari e l’F1. Comprende l’obbligo al rientro nel proprio paese entro 60 giorni dal completamento della laurea.

Costi

È il grande nodo, per gli studenti americani e ancor più per quelli internazionali. Il costo medio stimato dalle organizzazioni specializzate quali College Board, per gli iscritti al primo anno di una laurea quadriennale, è arrivato a quasi 54.000 dollari l’anno nelle università private, 43.000 in quelle publiche. Un rapporto di Hsbc, The Value of Education, ha stimato costi medi di 99.417 dollari per la laurea. Ma numerose università di richiamo, compreso vitto e alloggio e altre spese, hanno costi annuali anche superiori ai 70.000 dollari l'anno. A coprire una parte dei costi possono subentrare aiuti e borse di studio. Tra le istituzioni più generose con studenti stranieri si contano Princeton, Yale, Mit, Harvard e Amherst. Ma Open Doors ha calcolato che il 57% degli studenti internazionali copre la predominanza dei costi personalmente o grazie alla famiglia. Solo il 16% anzitutto con il supporto del college. Se è infatti raro, a conti fatti, per gli studenti americani pagare una retta piena, circa l'85% riceve qualche forma di aiuto o borsa di studio, per gli studenti stranieri l'accesso a simili aiuti è spesso molto limitato, sopratutto negli anni della laurea. Non è però del tutto assente: gli studenti possono presentare come tutti un documento online, il Css profile, accettato da circa 400 college privati e usato nel determinare diritti a borse o altri programmi di aiuto. Centri accademici o associazioni possono inoltre mettere a disposizione specifici finanziamenti per gli studenti esteri. Esempi concreti sono la University of Pennsylvania, che destina circa 9 milioni l'anno a studenti in arrivo da fuori dei confini nordamericani.

Harvard ha in recenti anni accademici elargito sostegno economico a quasi 600 studenti internazionali, in media con borse di 64.000 dollari. Columbia ha aiutato 257 studenti con borse medie di 66.000 dollari. Specifiche informazioni su eventuali domande e requisiti vengono costantemente aggiornate sui siti delle rispettive istituzioni. Gli studenti, americani come internazionali, che puntano a dottorati spesso possono accedere a maggiori opportunità di sostegno finanziario.


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