Studenti e ricercatori

«Ho studiato all’estero e salvato l’azienda di famiglia»

di Maria Piera Ceci

Studiare all'estero per poi rientrare in Italia, prendere in mano le redini dell'aztienda di famiglia e farla crescere sui mercati internazionali. È quanto ha fatto Annabella Cascione, socia della Sanigen spa e presidente della sezione sanità di Confindustria Bari-BAT. Cascione, 38 anni, parla quattro lingue. Finito il liceo scientifico, dopo una breve esperienza all'università di Bologna, ha studiato prima in Spagna, all'Università autonoma di Barcellona, poi negli Stati Uniti, con un anno accademico al Berkeley College di New York, quindi in Gran Bretagna, dove ha conseguito un bachelor of art alla London School of Economics. Non contenta, ha proseguito con un master svolto in parte alla Nottingham business school e in parte all'università di Madrid.

Qual è la differenza fondamentale fra i vari percorsi accademici?

Fuori dall’Italia lo studio ha un taglio molto pratico: da subito si inizia a lavorare in gruppo, si impara a parlare in pubblico. Negli Stati Uniti poi c’è un’attenzione particolare al mondo dell’imprenditoria e infatti in quell’anno mi sono specializzata in un percorso di entrepreneurship, mentre in Spagna erano molto focalizzati sul digitale, in cui l’Italia era ancora indietro. Al primo posto metterei gli studi negli Stati Uniti, a seguire quelli in Europa.

La sua famiglia come ha preso la sua decisione di studiare all'estero? Temeva che non tornasse più ad occuparsi dell'azienda a Bari?

Sì, assolutamente. Non dimentichiamo che non solo venivo da una famiglia con una storia imprenditoriale quarantennale, ma siamo anche nel Sud, quindi per mia madre è stato difficile starmi lontana. Avevano paura che non tornassi più a Bari.

Perché ha deciso di tornare e riprendere le redini dell’azienda di famiglia?

Perché l’Italia stava andando indietro. La mia azienda aveva focalizzato il suo business sull’Italia. E rischiava. Aveva bisogno di una ristrutturazione totale, di uno svecchiamento, di nuove energie, nuove strategie per essere rilanciata. Quindi ho fatto una scelta di vita e ho abbandonato la mia carriera che mi aveva portato per dieci anni a Milano in due grandi gruppi multinazionali.

Quanto si è rivelata importante questa esperienza?

Fondamentale: per la mia crescita personale e per l'azienda che ha aumentato la quota di export in maniera esponenziale. È la più grande esperienza che si possa fare per il bene della propria impresa. Quando torni hai un'apertura mentale diversa. Anche se poi non devi mai smettere di studiare e informarti perché il mercato cambia ogni giorno. È questa la chiave del successo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA