Pianeta atenei

Atenei, esonero dal 2019 per i corrispettivi telematici

di Marco Magrini e Benedetto Santacroce

La tenuta della contabilità pubblica in base all’articolo 2, comma 1, lettera qq) del Dpr 696/96 esonera dall’obbligo d’invio telematico dei corrispettivi le università statali, per le loro cessioni e prestazioni poste in essere nello svolgimento dell’attività commerciale in qualità di soggetti Iva, anche se le stesse sono soggette alla contabilità economico – patrimoniale in base alla legge 240/10, in quanto rientranti fra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del Dlgs 165/01.

Questa la risposta dall’Agenzia delle entrate al Telefisco che trova applicazione dall’esercizio 2020, ma ha, di fatto, anche effetto per l’anno 2019 in quanto si basa su un presupposto già previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera a) del decreto 10 maggio 2019 anche nella versione antecedente alle modifiche introdotte dal decreto ministeriale 24 dicembre 2019.

L’interpretazione dell’Agenzia che giunge alla conclusione dell’esonero, poggia evidentemente sul fatto che la contabilità tenuta dalle università può essere definita pubblica in ragione del profilo giuridico soggettivo di tali enti e del fatto che la legge che individua la contabilità da tenere si rivolge a una pubblica amministrazione attribuendo così alla contabilità il carattere pubblico.

Da ciò è possibile far derivare due distinte considerazioni sulla portata dell’esonero:

1) l’esonero non dovrebbe applicarsi alle università non statali in quanto non classificabili come pubbliche amministrazioni;

2) oltre agli enti obbligati alla tenuta della contabilità finanziaria (comuni, regioni, provincie e altri, in base sia ai Dlgs 118/11 e 91/11), l’esonero trova applicazione a tutti gli enti che possono essere classificati quali pubbliche amministrazioni e che, sulla base delle diverse norme vigenti (nazionali e regionali), sono comunque tenuti alla contabilità civilistica (economico patrimoniale), come, ad esempio, le aziende del Ssn, le aziende pubbliche di servizi alla persona, le aziende ed enti regionali per il diritto allo studio, le agenzie regionali e così via in quanto, anche nel loro caso, sussiste una condizione giuridico soggettiva equivalente a quella delle università statali.

Salvo il caso delle farmacie comunali che restano obbligate ai corrispettivi elettronici e quindi al Registratore telematico, per gli enti pubblici l’esonero di cui alla lettera qq) dell’articolo Dpr 696/96 esplica i suoi effetti a livello soggettivo, cioè per tutte le operazioni che sono riconducibili fra le fattispecie di cui all’articolo 22 del Dpr 633/72.

Quindi per questi soggetti le cessioni e prestazioni, per le quali non sia obbligatoria la fatturazione elettronica, per le caratteristiche proprie dell’operazione o per richiesta del cliente, comporta non solo la possibilità di evitare la memorizzazione e trasmissione telematica, ma anche l’assenza dell’obbligo di rilascio di ricevuta o scontrino fiscale, stabilita fino dall’origine dalla lettera qq), potendo così applicare una modalità di certificazione libera.

La nuova interpretazione apre poi ulteriori scenari, diversi dal versante Iva, in tema di tenuta della contabilità separata derivanti dallo svolgimento di attività commerciale, agli effetti delle imposte sui redditi.

Occorrerà anche interrogarsi in merito al fatto se potrà nuovamente applicarsi la disciplina prevista dall’articolo 144, comma 6 del Tuir come semplificazione espressamente prevista per gli enti in contabilità pubblica.


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