Studenti e ricercatori

Plastica biodegradabile e biodiversità del Mediterraneo. Selezionati i progetti dell’università del Crowdfunding

di Redazione Scuola

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Contenitori in plastica biodegradabili al 100 per cento. Un sistema di monitoraggio ad impatto zero della biodiversità marina nel Mar Mediterraneo. Un orto didattico all'interno di una villa confiscata alla mafia. Un sito e un'app di divulgazione scientifica anche per i non addetti ai lavori. Videogame per migliorare il benessere dei pazienti ricoverati negli ospedali.

Sono i cinque progetti selezionati (qui la graduatoria) nell'ambito della seconda call dell'Università del Crowdfunding, il programma di finanza alternativa dell'Università di Milano-Bicocca, promosso, per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori, dottorandi e dipendenti dell'Ateneo di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso. Le cinque proposte selezionate fanno tutte capo a project leader donne.

Al bando, chiuso a inizio dicembre 2019, avevano aderito 47 progetti, 6 in più rispetto alla prima edizione: 14 candidati dal personale strutturato (3 da professori, 3 da ricercatori, 3 da assegnisti, 2 da dottorandi e 3 da tecnici amministrativi) e 33 da studenti (19) ed ex studenti (14). Nel 45 per cento dei casi il proponente è stato una lei. Due dati in linea con la prima call.

I cinque progetti selezionati dalla commissione sono, per la tipologia Projects (obiettivo di raccolta fondi fino a 10mila euro): Si fa presto a dire bioplastica, ma 100 per cento bioplastica?, teso a sviluppare compound a base bioplastica contenente additivi completamente di origine biobased e biodegradabili, e MeD for Med (Marine eDna for the Mediterranean), finalizzato a realizzare un protocollo per monitorare la biodiversità marina nel Mediterraneo, attraverso il prelievo del Dna ambientale (eDna), ovvero delle tracce di Dna lasciate dagli organismi marini nell'acqua che li circonda, filtrando campioni di acqua marina recuperati utilizzando i traghetti di linea come piattaforma di campionamento.
Il primo progetto sarà cofinanziato da Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, partner della seconda edizione dell'Università del Crowdfunding. Nella tipologia Small projects (obiettivo massimo 5mila euro) sono stati scelti Un bene da coltivare, Monna Lisa Bytes e Ready Patient One. Gli obiettivi sono, rispettivamente: la realizzazione di un orto didattico e comunitario all'interno di una villa confiscata alla mafia a Rozzano, nell'hinterland milanese; la creazione di un sito – in futuro di un'app – per distribuire “prodotti di comunicazione scientifica” interattivi e connessi al mondo dei social network, anche per un pubblico di non specialisti; l'ideazione di interventi fondati sull'utilizzo di videogiochi e realtà virtuale per il benessere psicologico di pazienti ricoverati in strutture ospedaliere.

Nei prossimi giorni i progettisti selezionati, insieme ai loro team, inizieranno un percorso di training per imparare a costruire campagne di successo, dopo avere già partecipato nei mesi scorsi a iniziative di sostegno e consulenza promosse da Assolombarda, dal Programma Virgilio del Distretto milanese del Rotary e dallo sportello iHelp di iBicocca. A partire da marzo le cinque campagne di crowdfunding saranno progressivamente lanciate sul Network “Bicocca Università del Crowdfunding” sulla piattaforma Produzioni dal Basso ( https://www.produzionidalbasso.com/network/di/bicocca-universita-del-crowdfunding). L'hashtag dell'iniziativa è #BiUniCrowd.

«La selezione dei progetti di questa call è stata impegnativa per la presenza di un numero elevato di proposte interessanti – afferma il prorettore alla Valorizzazione della ricerca Salvatore Torrisi –. I progetti che abbiamo scelto offrono soluzioni a problemi rilevanti per la collettività: impatto ambientale, benessere psicologico durante il ricovero ospedaliero, divulgazione della conoscenza scientifica e valorizzazione sociale dei beni confiscati alla mafia».


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