Studenti e ricercatori

Alla «fiera» dei ricercatori Italia ancora in prima fila

di Matteo Manera

Il 18 e 19 dicembre si terrà a Rotterdam, nei Paesi Bassi, la seconda edizione dello European Job Market (Ejm), dedicato a dottorandi e a neodottori di ricerca in discipline economiche provenienti da tutto il mondo.

L'iniziativa della European Economic Association è destinata ad avere un successo ancora superiore, se possibile, a quello registrato in occasione della prima edizione, organizzata a Napoli nei primi giorni di dicembre dell’anno scorso, e che ha visto protagonisti più di seicento candidati, intervistati da un centinaio di potenziali datori di lavoro, tra università, banche centrali e istituzioni europee.

La partecipazione dell’Italia
L’Italia si presenterà in forze all'appuntamento, sia dal lato della domanda, sia dal lato dell'offerta di lavoro. Per quanto riguarda l’offerta, molti dei candidati che andranno a Rotterdam con titoli di dottorato acquisiti all’estero sono italiani. Sul fronte della domanda, il nostro Paese schiererà squadre di reclutatori appartenenti a numerose istituzioni, universitarie e non accademiche.
L’aspetto che più colpisce è la presenza di una nutrita pattuglia di dipartimenti di economia di università pubbliche, tra cui, solo per citare alcune sedi, Bologna, Milano (Bicocca e Statale), Padova, Napoli, Roma, Venezia.
La massiccia partecipazione dell’università pubblica italiana all’evento merita un approfondimento. Sono infatti ben noti, e non solo agli addetti ai lavori, i vincoli legislativi e burocratici all'interno dei quali si muove l'attività di reclutamento del sistema universitario statale, nonché il basso livello di internazionalizzazione che, in media, lo caratterizza. Se infatti lo strumento di assunzione è ancora il rigido “concorso universitario” e l'integrazione con il resto del mondo, quando presente, spesso si esaurisce con l'introduzione di qualche insegnamento in lingua inglese all'interno di percorsi di studio offerti prevalentemente in italiano, quali sono i motivi che giustificano la presenza a Ejm 2019 di numero così significativo di rappresentanti della pubblica accademia italiana?
Un elemento è dato dalla sempre più diffusa consapevolezza che il miglioramento del sistema universitario pubblico si possa realizzare solo attraverso significative operazioni di investimento in capitale umano di elevata qualificazione. È necessario puntare su giovani ricercatori di talento, dando loro concrete opportunità di crescita all'interno dei nostri dipartimenti, se vogliamo essere competitivi con gli altri paesi europei nella ricerca e nel segmento più elevato dell'istruzione, quello della didattica universitaria. Da questo punto di vista, Ejm 2019 è una grande vetrina, attraverso la quale questi giovani promettenti, tra i quali, come già ricordato, molti italiani, potranno “mettersi in mostra”, facendo apprezzare le loro qualità.
Un secondo aspetto riguarda l'atteggiamento di “non rassegnazione” di buona parte dell'università pubblica in Italia, la quale, nonostante le (o, forse, proprio in ragione delle) evidenti limitazioni all'azione di reclutamento (in termini di strumenti legislativi, procedure di assunzione, disponibilità economica, etc.), dimostra chiaramente la volontà di competere “ad armi pari” per assicurarsi i ricercatori più promettenti. “Autonomia e responsabilità”, questa sembra essere la richiesta avanzata dall'università pubblica italiana presente a Ejm 2019: la si doti di risorse e strumenti adeguati per un reclutamento “moderno”, la si renda autonoma nella definizione delle scelte, delle strategie e degli obiettivi di sviluppo, la si premi in modo credibile o la si sanzioni in modo altrettanto significativo sulla base dei risultati conseguiti (ex post). E' una richiesta di profondo cambiamento del paradigma culturale vigente, secondo cui l'imposizione di vincoli (ex ante) è l'unico modo per garantire comportamenti virtuosi.

La modernizzazione del reclutamento
Altri aspetti di Ejm 2019 meritano di essere citati, seppur brevemente. La qualità media dei candidati in possesso di un dottorato conseguito all'estero è molto elevata. Questo aspetto dimostra che l'investimento in istruzione superiore è sistematicamente ai primi posti dell'agenda politica della maggior parte dei governi europei. Molti candidati, italiani e stranieri, dimostrano vivo interesse per il nostro paese e, in particolare, per le università pubbliche italiane. Se, da un lato, questa attitudine è molto incoraggiante per le possibilità di crescita del sistema universitario pubblico italiano, dall'altro rende ancora più urgente la modernizzazione delle procedure di reclutamento. Ancora pochi sono gli studenti di dottorato e i neo-dottori che hanno ottenuto il titolo presso università italiane pubbliche e che partecipano a Ejm 2019. In tal senso, ulteriori sforzi sono richiesti affinchè il sistema universitario pubblico in Italia modifichi le proprie inclinazioni “protezionistiche” e si convinca che la reputazione internazionale di un programma di dottorato nonchè il suo grado di attrattività si misurano soprattutto mediante la capacità di collocare “all'esterno” i propri dottori di ricerca.

*Ordinario di Econometria Università Milano Bicocca


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