Studenti e ricercatori

Raddoppiano i fondi in manovra per le borse di studio universitarie

di Eu. B.

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Raddoppiano i fondi per le borse di studio per l'università: lo stanziamento ad hoc previsto in manovra passa infatti da 16 a 31 milioni. Tutto ciò mentre la Conferenza Stato-Regioni ha dato l’ok al riparto dei 254 milioni del Fondo integrativo statale per le borse di studio.

Più fondi in manovra
La commissione Bilancio del Senato ha approvato alcuni emendamenti riformulati, sottoscritti da tutta la maggioranza, che portano da 16 a 31 milioni il finanziamento aggiuntivo nel 2020 per promuovere il diritto allo studio universitario.

La ripartizione del Fis
Degno di nota, in tema di borse di studio, è anche l’ok della Conferenza Stato Regioni al riparto del Fondo integrativo statale da 254,8 milioni per lo scorso anno accademico. Risorse che includono gli 1,6 destinati ai territori colpiti dagli eventi sismici degli anni scorsi. In valore assoluto la quota più ampia di fondi va all’Emilia Romagna con 31,3 milioni, davanti al Lazio (24,9) e alla Toscana (23,7 milioni). Fanalino di coda la Valle d’Aosta con 182mila euro, preceduta da Molise (707mila euro) e Basilicata (1,6 milioni).

L’ok condizionato delle Regioni
Nel sottolineare che neanche stavolta i fondi sono arrivati entro il termine pattuito del 30 settembre la Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera alla ripartizione. ponendo però due condizioni: prevedere in sede di revisione normativa eventuali modifiche ai criteri di riparto, visto che con il 2019 si conclude la fase di sperimentazione, ad esempio considerando le spese secondo un principio di cassa (e dunque l’anno accademico nel quale sono erogate le somme) oppure riducendo il fabbisogno stimato per gli studenti disabili rispetto al doppio del valore della borsa attualmente previsto; sollecitare nuovamente il Ministero affinché riattivi il tavolo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni previsto dal Dlgs 68/2012. Un tema ancora più attuale alla luce degli ultimi sviluppi sul fronte dell’autonomia proposta dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.


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