Pianeta atenei

Un network delle scienze sociali per creare nuova conoscenza

di Andrea Prencipe

Il recente dibattito politico sulla formazione è incentrato sull’importanza strategica delle discipline Stem - Science, technology, engineering, mathematics – poiché necessarie per avviare processi di sviluppo tecnologico ed economico dei Paesi. Contestualmente, un’accesa linea di dibattitto si impernia sul cosiddetto mismatch - ovvero il disallineamento derivante dalla pressante domanda delle imprese di competenze Stem, e la carenza di diplomati e laureati latori di tali competenze. Posto che il progresso scientifico e tecnologico sono fondamentali per lo sviluppo economico, è evidente che le discipline Stem e di conseguenza le problematiche alla base del mondo digitale trarrebbero grandi benefici da una contaminazione e ibridazione con le scienze sociali e quelle umanistiche.

Agli inizi di novembre, oltre venti rettori e vicerettori di altrettante università provenienti da tutti i continenti si sono incontrati all’Università Luiss Guido Carli di Roma per dibattere il futuro delle scienze sociali. Il dibattito ha toccato numerosi temi, dalla collaborazione accademica alla valutazione e finanziamento della ricerca all’impatto sulla società. Al termine di un’entusiasmante due giorni, le università hanno sottoscritto il Manifesto del Social sciences universities network (Ssun) con l’obiettivo di moltiplicare i loro sforzi e ottenere un impatto sociale più profondo attraverso azioni congiunte di didattica e ricerca. Il Manifesto si erge su tre basi: l’approccio multidisciplinare, la dimensione internazionale e la prospettiva multi-stakeholder.

Le scienze sociali - è stato ribadito durante l’evento - forniscono un contributo essenziale per affrontare i problemi globali più difficili. Mentre le discipline Stem costituiscono la trama del futuro, le scienze sociali - insieme alle scienze umane - rappresentano l’ordito complementare poiché catturano e interpretano la complessità dei problemi della società attuale, altamente interdipendente, ma contestualmente pluralista. L’obiettivo del Ssun non è di ergere barriere o cinture protettive intorno alle discipline sociali per evitare perdite di “posizione”. Il Ssun ribadisce l’esigenza di sviluppare e adottare un approccio multidisciplinare e inclusivo - e che consideri l’essere umano il vero artefice dello sviluppo tecnologico ed economico - per essere in grado di affrontare efficacemente le sfide future. Tale approccio richiede l’apertura di canali di comunicazione nelle e tra le scienze sociali e con altre scienze. Un approccio multidisciplinare offre agli studenti l’opportunità di sviluppare competenze non solo tecniche ma anche relazionali e immaginative. Promuovere approcci multidisciplinari implica anche sviluppare percorsi di ricerca e quindi sistemi di valutazione che possano valorizzare iniziative multidisciplinari soprattutto da parte di giovani ricercatori. L’evento di lancio del Ssun ha dedicato un’intera sessione di dibattitto ai meccanismi di valutazione e finanziamento di ricerca, attualmente informati da logiche prettamente disciplinari.

Attraversare i confini non solo nelle discipline scientifiche, ma anche nella tradizione nazionale può fornire un ulteriore elemento chiave per l’innovazione e il progresso. La cooperazione internazionale crea valore aggiunto alla didattica e ricerca universitaria: prospettive culturali differenti arricchiscono curricula di giovani studenti e cittadini cosmopoliti che innerveranno le istituzioni del futuro. I partner del Ssun hanno anche sottolineato l’importanza di coinvolgere attori del mondo reale (comunità imprenditoriale, pubblica amministrazione, ecc.) per avviare percorsi congiunti di produzione delle conoscenze per generare impatto sociale attraverso ampi partenariati.

L’organizzazione del Ssun ricorda la Repubblica delle Lettere in termini di intenti e scopi. La “Respulica litteraria” del XV secolo rappresentava un network ante litteram, una comunità internazionale che connetteva individui ispirati da ideali di cosmopolitismo e pacifismo con l’intento di delineare un atteggiamento condiviso che abbracciasse le diversità. Come la tecnologia digitale si organizza in Cloud computing, in prospettiva il Ssun crea le fondamenta di un Cloud college, ovvero un laboratorio sperimentale per generare nuove conoscenze attraverso pratiche e modelli organizzativi innovativi.


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