Studenti e ricercatori

Più fondi e governance definita per la nuova Agenzia della ricerca

di Eugenio Bruno

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Di ora in ora (e di bozza in bozza) l’Agenzia nazionale della ricerca assume contorni più definiti. A cominciare dall’acronimo (Anr) con cui sarà conosciuta. L’ultima versione del disegno di legge di bilancio che questa settimana inizierà il suo cammino parlamentare, in primis, aumenta i fondi che il nuovo organismo avrà a disposizione: 25 milioni di euro per il 2020, 200 per il 2021 e 300 a decorrere dal 2022 al posto dei 5, 100 e 200 previsti dal testo precedente . E poi definisce la nuova governance, senza più demandarla come previsto in precedenza a un successivo Dpcm. Ne faranno parte: un direttore, nominato dal premier; un comitato direttivo di 8 membri, scelti dai diversi ministeri, dal mondo accademico e degli enti di ricerca; tre revisori dei conti.

Le risorse a disposizione
La prima novità, come detto, si riguarda i fondi. La dote a disposizione dell’Anr diventa di «25 milioni di euro per l'anno 2020, 200 milioni di euro per l'anno 2021 e 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, da iscrivere su apposito fondo dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di cui 0,3 milioni di euro nell'anno 2020 e 4 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, per il funzionamento e per il personale dell'agenzia». Risorse che serviranno, genericamente, a «potenziare la ricerca svolta da università, enti e istituti di ricerca pubblici e privati».

La governance
L’altra modifica di rilievo interessa la governance. Anziché demandare a un successivo Dpcm è la stessa legge di bilancio a stabilire chi ne farà parte. Gli organi saranno tre: un direttore, scelto dal presidente del Consiglio dei ministri e in carica per 4 anni; un comitato direttivo formato da 8 membri, di cui due individuati dal ministro dell’Istruzione, uno dal ministro per lo Sviluppo economico, uno dal ministro della Salute, uno dal ministro per l’Innovazione, uno dalla Crui, uno dal Cun, uno dalla Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca, anche loro in carica per 4 anni; un collegio di tre revisori dei conti, di cui due scelti dal Miur e uno dal Mef, che dureranno invece 3 anni e potranno essere rinnovati una volta sola. Direttore e membri del direttivo - chiarisce ancora la norma- dovranno essere scelti «tra persone di elevata qualificazione scientifica, con una profonda conoscenza del sistema della ricerca in Italia e all'estero e con pluriennale esperienza in enti o organismi, pubblici o privati, operanti nel settore della ricerca e costituisce requisito preferenziale l'avere esperienza nella gestione di progetti complessi o di infrastrutture strategiche di ricerca».

Le tappe successive
Per rendere operativa la nuova Agenzia per la ricerca, una volta entrata in vigore la legge di bilancio, serviranno comunque due Dpcm. Il primo - atteso entro fine marzo - conterrà lo statuto dell’Agenzia con le attività e le regole di funzionamento e definirà, la sua dotazione organica nel limite massimo di 34 unità complessive di cui tre dirigenti di seconda fascia, nonché i compensi spettanti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo. Il secondo Dpcm, da emanarsi invece entro fine febbraio, definirà le procedure di semplificazione alternative in materia amministrativo contabile e gli altri aspetti attuativi.


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