Studenti e ricercatori

«È tempo di affrontare le sfide contemporanee per una società che difenda la vita e i diritti di tutti »

di Redazione Scuola

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Crediamo che in questo momento storico siano numerose le sfide che la nostra società deve affrontare e, come dimostrano gli ultimi due rapporti dell' Intergovernamental panel on climate change (Ipcc), abbiamo poco tempo per farlo.

La crisi climatica rappresenta una delle emergenze più urgenti sul piano globale, visto che l'impatto dell'attuale modello di sviluppo sul pianeta sta innegabilmente provocando devastazione dal livello locale a quello globale, ponendo a rischio la salute e la sopravvivenza di sempre più esseri umani e specie viventi. A questo si aggiunge l'aumento delle disuguaglianze, nel nostro Paese così come su un piano internazionale, con la concentrazione di gran parte della ricchezza nelle mani dell'1% della popolazione mondiale.

Il mondo intero si trova al bivio: possiamo mantenere un sistema economico e sociale che ci sta portando verso l'estinzione, oppure possiamo immaginare e realizzare una società che difenda la vita e i diritti di tutte e tutti.

La transizione ecologica, il raggiungimento della giustizia climatica, la costruzione di una società sostenibile ed equa richiede un enorme investimento in conoscenza e un necessario coinvolgimento dell'università nel ripensamento del modello di sviluppo e nell' abbattimento delle disuguaglianze.

L'università può essere una risposta alle crisi in atto all'interno della società, uno strumento in grado di invertire lo stato di cose presenti, tramite il sapere che all'interno di essa viene trasmesso, tramite la sua divulgazione, tramite una ricerca capace di sviluppare quelle conoscenze in grado di trasformare il sistema produttivo.

Nonostante questo, l'università e la ricerca sono da anni definanziate e svilite all'interno del nostro Paese, deprivate di gran parte delle proprie risorse materiali e umane, nonché della possibilità di svolgere il loro fondamentale ruolo sociale all'interno del Paese e della società tutta.

È necessaria quindi un'inversione di rotta immediata da parte del Governo, in primis verso questa legge di Bilancio, dopo anni di definanziamento, svilimento e riforme che hanno messo in ginocchio l'università. L'istruzione deve essere considerata una priorità e la cultura, se diffusa e di massa, uno strumento fondamentale di trasformazione della società.

Per questo abbiamo costruito un processo di proposta ampio che vuole riaprire il dibattito con tutte le componenti della comunità accademica – a partire dall'Assemblea nazionale sull'università svolta il 12 ottobre con docenti, dottorandi, ricercatori e personale precario dell'università – per un'idea diversa del ruolo che l'università può avere in questo Paese; ruolo che non può che essere incompatibile con l'assetto attuale e realmente funzionale alla costruzione di un modello di sviluppo differente.

Per questo raccogliamo l'appello dell'Adi, che già durante la Notte dei ricercatori 2019 ci ha visti costruire insieme, negli atenei, una discussione sulla centralità della ricerca nella lotta al cambiamento climatico.

Per questo costruiremo mesi di discussione, attivazione e mobilitazione all'interno degli atenei, insieme alle componenti accademiche, di alternativa radicale a questo modello di sviluppo.


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