Studenti e ricercatori

Sconti del Fisco: ecco a chi spetta la detrazione del 19 per cento

di Luciano De Vico

Le agevolazioni fiscali previste per le spese relative a master e scuole di specializzazione rientrano nella più ampia categoria delle spese di istruzione universitaria che danno diritto a una detrazione Irpef del 19 per cento.

Il bonus - in base a quanto previsto dalle istruzioni impartite nel passato dall’agenzia delle Entrate riepilogate nella circolare 13/E del 31 maggio 2019 - spetta in relazione alle spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione, corsi di perfezionamento e master gestiti da istituti universitari che per durata e struttura dell’insegnamento sono assimilabili a corsi universitari o di specializzazione. Il corso può essere frequentato presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri.

La detrazione spetta altresì per i corsi di dottorato di ricerca, trattandosi di un titolo conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento per consentire ai laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere l’attività di ricerca di alta qualificazione.

Per la frequenza di corsi di specializzazione in psicoterapia post universitaria, la detrazione spetta se gli stessi sono svolti presso centri accreditati dal Miur. Nessuna agevolazione è invece concessa se il corso è organizzato da una società privata oppure da enti diversi dalle università.

L’agenzia delle Entrate ha anche precisato che un master erogato da un consorzio al quale un’università statale partecipa con una quota non di maggioranza è equiparato a un master di università privata.

Quali spese sono detraibili

Le spese ammesse alla detrazione sono: le tasse di immatricolazione e iscrizione ed eventuali soprattasse per esami di profitto. Nessun risparmio è invece previsto per altri oneri come, ad esempio, i costi per vitto, alloggio, testi e altro materiale didattico, anche se idoneamente documentati.

La stessa detrazione per canoni di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998, per contratti di ospitalità e per atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con gli enti per il diritto allo studio, università e collegi universitari riconosciuti, che prevede il risparmio d’imposta nella misura del 19% su un importo massimo di 2.633 euro, è applicabile solo agli studenti universitari fuori sede, e non anche a coloro che frequentano un master o un corso di specializzazione.

Il limite massimo della spesa è stabilito annualmente con decreto del Miur da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi di tasse e contributi dovuti alle università statali. Per i redditi relativi al 2018, il decreto ministeriale 28 dicembre 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 marzo, ha stabilito che la spesa massima riferita agli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello, nonché ai corsi di perfezionamento, è pari all’importo massimo previsto per le spese relative alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea delle università non statali.

Per i corsi e i master aventi sede in regioni del Nord (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto), l’importo massimo è pari a 3.700 euro, che scende a 2.900 euro, se hanno sede in regioni del centro (Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria) e a 1.800 euro se hanno sede nel Sud e nelle isole (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Se il corso post laurea è svolto all’estero, ai fini della detrazione occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione post laurea nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale.

Vale il principio di cassa

Come per le altre detrazioni, si segue il principio di cassa, per cui il periodo in cui si può usufruire dello sconto fiscale coincide con quello del pagamento, indipendentemente dall’anno cui si riferisce. Se lo studente non raggiunge la soglia di reddito per essere considerato a carico (pari attualmente a 2.840,51 euro), possono beneficiare dello sconto i suoi familiari.

La detrazione fiscale spetta al contribuente al quale è intestato il documento giustificativo, e se quest’ultimo è intestato al figlio fiscalmente a carico di entrambi i genitori, la stessa deve essere ripartita al 50 per cento tra i genitori, a meno che non venga annotata sul documento una differente percentuale di ripartizione tra gli stessi.


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