Studenti e ricercatori

La didattica? Corsi a distanza o nei weekend

di Adriano Lovera

Flessibili come prezzo e didattica, per andare incontro alle esigenze della platea potenziale. Il “mercato” dei master spinge sempre di più sulle formule ibride, per andare al di là della tradizionale frequenza in aula full-time.

Una tendenza che riguarda ormai tutti gli istituti di formazione, dalle università alle business school specializzate. E che ormai abbraccia non soltanto i corsi executive, riservati a chi è già pienamente in carriera, ma anche quelli destinati di solito ai neolaureati o a chi sta iniziando a entrare nel mondo del lavoro. È sufficiente guardare nel dettaglio di alcuni corsi in partenza presso qualche scuola prestigiosa per mettere in luce la tendenza.

Parola d’ordine flessibilità

A novembre, con termine a febbraio 2021, prende il via all’università Bicocca di Milano uno dei suoi fiori all’occhiello, il master in Ict management, rivolto a esperti di informatica, progettisti, analisti, tester, amministratori e manager di sistemi informatici. L’accesso viene offerto in doppia versione: come master di II livello, per i laureati, oppure come opportunità di formazione continua per i diplomati, quindi senza i requisiti per accedere come master, ma preferibilmente con esperienze lavorative alle spalle. Dal punto di vista dell’organizzazione, il corso è improntato al cosiddetto blended-learning (letterale tradotto in apprendimento misto). La parola d’ordine è flessibilità: nei 5 bimestri di durata si possono scegliere oltre 20 corsi nelle 4 aree tematiche. Per ogni insegnamento, parte dei contenuti viene erogata frontalmente, un’altra parte a distanza (e-learning) e in alcuni casi è prevista una sorta di esercitazione a distanza denominata “elab”. Seguono poi stage in azienda e internship. La flessibilità si vede anche in fatto di costi.

Il corso integrale costa 8.000 euro. Però alcuni posti sono riservati agli “uditori”, che pagano 3.000 euro. In genere gli uditori sono partecipanti privi dei titoli di accesso previsti, ma ammessi a fronte di una comprovata esperienza professionale, che frequentano gli insegnamenti senza dover svolgere stage o project work. Ancora, alcuni posti sono riservati a partecipanti interessati a seguire soltanto alcuni corsi, con costi variabili.

Stage e studi all’estero

Passiamo invece a una delle principali business school private. Il Mib di Trieste è rinomato per i propri corsi in ambito assicurativo, organizzati insieme a prestigiose imprese del settore. Propone un master di 12 mesi , con lezioni in aula e tre possibili opzioni successive: uno stage aziendale, uno programma di scambio di studio all’estero, oppure un progetto di ricerca o consulenza in collaborazione con un’impresa partner (si veda anche pagina 55). La versione executive, chiamata master in insurance & finance, è invece un mix tra lezioni nel weekend (uno ogni tre settimane), altre giornate singole in cui è richiesta la presenza frontale, per il resto la formazione avviene a distanza.

Rette da 3mila a 20milia euro

Quanto costano i master a distanza o in formato flessibile? La forchetta è molto ampia. Si può partire dai 3-4.000 euro per superare anche i 20.000. Proprio perché l’investimento è importante, è indispensabile seguire alcuni criteri per fare la scelta giusta.

Al di là dell’organizzazione didattica, i punti chiavi che un buon master in formato flessibile deve garantire restano gli stessi sia che sia prevista la frequenza in aula full-time, sia che siano concesse altre modalità. Intanto, a livello di presentazione, il master deve definire chiaramente gli argomenti trattati, che non devono essere doppioni di insegnamenti già seguiti all’università, deve indicare i profili cui si rivolge e soprattutto deve spiegare quali figure professionali si propone di formare, in vista del futuro accesso nel mercato o miglioramento di carriera. Va da sé, inoltre, che la partnership con le aziende è ormai un tassello imprescindibile. Il master non va visto come un ufficio di collocamento, ma la possibilità di effettuare stage nelle imprese e un alto tasso di occupazione da parte degli studenti in uscita, sono punti a favore di qualsiasi corso.

Lezioni in aula e Mooc

Nella formazione a distanza non incide molto, ma quando c’è almeno una parte di presenza in aula un plus è la presenza di una certa quota di iscritti stranieri, perché l’interscambio di esperienze con profili esteri è da sempre considerata uno dei punti più interessanti di un master.

Da non sottovalutare, infine, alcune modalità di formazione che non sono veri e propri master, ma permettono di accedere a contenuti di qualità. Anche le business school più prestigiose, infatti, offrono percorsi di formazione sotto forma di Mooc (Massive open online course), come ad esempio Bocconi o Escp-Europe, che hanno una propria sezione sul grande portale internazionale Coursera.


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