Studenti e ricercatori

L’investimento sul futuro parte dall’analisi costi-benefici

di Daniele Cesarini

Frequentare un master significa letteralmente investire nel proprio futuro. Investire tempo, ma anche soldi e risorse. Il prezzo da pagare, infatti, è duplice, e si compone di una parte esplicita e visibile, vale a dire le tasse di iscrizione, e di una implicita e più difficile da quantificare, ovvero il costo-opportunità legato a rimandare di uno o due anni l’ingresso nel mondo del lavoro. I master migliori, però, si ripagano da soli, ancora una volta in due modi: accelerando il percorso di carriera verso posizioni di più alto livello, che offrono anche un salario migliore, e permettendo di accedere ad ambiti e posizioni specifiche attraverso una specializzazione ulteriore rispetto alla laurea.

Ne vale la pena? Calcolare il breakeven non è facile e la risposta risiede nelle ambizioni di ciascuno. Si può, però, valutare attentamente almeno il costo esplicito dei master.

I costi di iscrizione

In media, vanno dai 3mila euro ai 10-15mila euro (il 74% è inferiore ai 5mila euro), con picchi ancora più alti gli executive master, riservati a chi già lavora, e per le università private e le business school.

Tipicamente, l’area più cara è quella dei master in business administration (Mba, si veda anche l’articolo dedicato nelle pagine successive) e in economia e finanza, anche perché le applicazioni sono trasversali ad aziende in più settori. La business school dell’università di Bologna, ad esempio, offre un’ampia gamma di corsi in gestione d’impresa al costo di 11.200 euro l’uno, o in vari tipi di management a 8.200 euro. Ma se si vuole frequentare uno dei global Mba, il costo sale a 35mila euro. Guardando ad altre business school, l’Mba full time della Sda Bocconi ha un costo davvero esclusivo: 59mila euro. Altri master non executive, come quello in imprenditorialità e strategia aziendale, presentano tasse di iscrizione che si aggirano intorno ai 35mila euro.

In ambito ingegneria, architettura e design, il Politecnico di Milano presenta corsi per tutti i gusti e con gradi diversi di accessibilità. Ad esempio, si parte dagli 8mila euro del master in design, arte e design dello spazio (Das) per poi salire ai 12mila euro del master in industrial design, ai 16mila euro dei corsi internazionali in luxury management o supply chain management, sino ai 19.500 euro del global master in industrial management 4.0 da 18 mesi.

Un altro polo di eccellenza come il Politecnico di Torino offre master molto accessibili, come quello in telemedicina per ingegneri biomedici e operatori sanitari al prezzo di 1.700 euro, o in interior design con tassa di 4mila euro. Ma se si hanno ambizioni imprenditoriali, le tasse del master in entrepreneurship and startup creation salgono a 26mila euro inclusivi di partecipazione a una fase di incubatore d’impresa.

In ambito scientifico, l’offerta e i prezzi variano a seconda dell’ateneo e del tipo di specializzazione desiderato. L’università degli studi di Verona ha un’ampia scelta in area medicale, con un master in neuropsicologia clinica e sperimentale (3.500 euro), uno in management del paziente dismetabolico in terapia Ar e Noa (1.000 euro) e uno in approcci terapeutici evidence-based (3.500 euro). Prezzi simili nel centro Italia con il corso in drug design e synthesis dell’università di Siena (3mila euro, si veda anche pagina 56), la specializzazione in biologia e tecniche della riproduzione dell’università di Firenze (2mila euro) o il master di secondo livello in gestione delle sostanze chimiche dell’università di Modena e Reggio Emilia (4.500 euro). Se però si passa all’università privata Luiss di Roma, il costo del master in management dei prodotti biomedicali sale a 10mila euro.

Per quanto concerne le discipline umanistiche, come scienze politiche, sociali e della comunicazione, ma anche filosofia e diritto, ci sono molte opportunità di specializzazione post-laurea a prezzi relativamente contenuti. Ci sono ad esempio i master in comunicazione storica: televisione e multimedialità (4mila euro), in humanitarian action (3.800 euro) o in teoria, metodologia e ricerca della sociologia (2.500 euro) dell’università di Roma Tre; o ancora i master in consulenza filosofica (6mila euro), didattica e promozione della lingua italiana a stranieri (2.500 euro) o diritto dell’ambiente e del territorio (3.800 euro) dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

Borse di studio e finanziamenti

Da poche migliaia a diverse decine di migliaia di euro: ce ne è davvero per tutte le tasche. Per fortuna, in soccorso degli studenti e delle loro famiglie arrivano le borse di studio, finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione dei più meritevoli e di chi rientra in una delle fasce di reddito più svantaggiate. Il panorama è frammentato almeno quanto quello dei master stessi, e tracciare un quadro completo delle opportunità presenti in Italia è praticamente impossibile. Il modo migliore per muoversi, una volta selezionato il master o l’area disciplinare di interesse, è informarsi attraverso i canali ufficiali: in primo luogo, siti web e segreterie delle università e delle scuole di formazione, che solitamente riportano tutte le informazioni utili circa la disponibilità di borse di studio per le rispettive offerte formative.

Allo stesso tempo, anche i siti delle Regioni e dei Comuni spesso contengono i bandi pubblici attivi in un dato periodo. Anche l’ente previdenziale Inps ha un ricco programma ricorrente di borse di studio rivolte ai figli di dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, che vale la pena tenere d’occhio se si risponde ai prerequisiti. Infine, alcuni master, soprattutto di natura tecnica, sono sponsorizzati direttamente dalle aziende interessate a reclutarne gli alunni: anche in questo caso, il punto di riferimento è la pagina web o la brochure del corso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA