Studenti e ricercatori

PoliMi 41esimo al mondo nel ranking QS 2020 per occupabilità dei laureati

di Eu. B.

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Il Mit di Boston si conferma sul tetto del mondo. Oltre a essere sia l’ateneo numero uno nel World University Rankings di QS, il Massachusetts Institute of Technology si conferma in vetta anche al ranking che la think thank globale della formazione universitaria e manageriale, QS Quacquarelli SymondsQuacquarelli, dedica all’occupabilità dei laureati. Alle sue spalle altre due univesità statunitensi: università statunitensi: Stanford e Ucla. Primo degli italiani il Politecnico di Milano (16esimo), seguito dall’Alma Mater di Bologna (84esimo).

I principali risultati del QS Graduate Employability Rankings 2020
Il Mit di Boston, come detto, domina anche questa classifica; la Stanford University si posiziona al secondo posto e la University of California (Ucla) di Los Angeles al terzo. A parte il caso del Mitla nuova classifica del QS dimostra che non esiste un perfetto parallelo tra un'eccellente università per reputazione e ricerca e le risorse dalla stessa impiegate per promuovere la riuscita della carriera degli studenti.
Passando agli altri spunti di cronaca, dai i dati raccolti da QS per l'indicatore dell'Employer Reputation in collaborazione con le università che decidono di partecipare, emerge che la migliore università asiatica è la cinese Tsinghua University, che si classifica al sesto posto laddove la migliore europea è l'Eth di Zurigo, che occupa il 17 ° posto. Prima delle italiane il Politecnico di Milano (41esimo), che é quinto al mondo nell'indicatore “Graduate Employment Rate”, cioè la proporzione dei laureati occupati a 12 mesi dalla laurea.

Gli indicatori
Per esplorare il rapporto università-occupabilità, nel complesso QS utilizza cinque indicatori che misurano:
1.La reputazione delle università secondo l'opinione di oltre 44.000 datori di lavoro sondaggiati in tutto il mondo;
2.l dati sulla alma mater di 29.000 individui di grande successo per capire quali università producono leader e influencer;
3.Le partnership stabilite dalle università con recruiter locali e internazionali per offrire internships e altre opportunità per sviluppare le competenze degli studenti;
4.La presenza di aziende nel campus per reclutare talenti;
5.La percentuale di occupati entro dodici mesi dal conseguimento della laurea.

Gli atenei italiani
Sono 16 le università italiane che hanno scelto di partecipare a questa edizione della classifica e sono tra le top-500 al mondo (tra queste non c’è la Bocconi). Il Politecnico di Milano perde cinque posizioni ma rimane il numero uno inconstrastato in Italia. Oltre ad essere la quinta migliore università al mondo per la proporzione di laureati occupati entro un anno dal conseguimento del titolo di studio, si classifica sedicesimo per la quantità e qualità delle partnership stabilite con le aziende, mentre l' Università di Bologna ottiene il 18° posto nello stesso indicatore e sale all'84° posto nella classifica.
Guadagna cinque posizioni la Sapienza - Università di Roma, che si classifica al 93° posto. Il Politecnico di Torino e l'Università Cattolica del Sacro Cuore seguono a ruota.

La correlazione con le migliori università
Sulla correlazione con il ranking delle migliori università interviene Ben Sowter, direttore della Ricerca di QS, : «L’aspetto interessante della classifica è la dimostrazione che – escluse le prime due - non esiste una correlazione perfetta tra le università che dominano la nostra classifica World University Rankings e quelle che eccellono in questa. La missione delle università varia e alcune investono notevoli risorse per aiutare i propri studenti ad entrare con successo nel mondo del lavoro. Per esempio, nel contesto Italiano, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che nella nostra classifica principale è nella fascia 511-520, in questa valutazione è tra le prime 120 al mondo. Le università sono entità complesse e ogni classifica, inevitabilmente, è una semplificazione. È importante considerare diverse prospettive per formarsi un opinione accurata del valore e della qualità di una università».


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