Pianeta atenei

Priorità a sugar tax e valutazione della ricerca

di Eu.B.

Lorenzo Fioramonti riparte da se stesso. Nella scelta del grado di priorità con cui affrontare i dossier relativi al mondo accademico, che si è ritrovato sul tavolo nella sua nuova veste di ministro dell’Istruzione, il neotitolare di viale Trastevere ha scelto di iniziare da una delle battaglie che aveva già caratterizzato la sua recente esperienza da “vice” del leghista Marco Bussetti: individuare delle mini imposte di scopo - ad esempio la sugar tax sulle bibite zuccherate, la fat tax sulle merendine e una sovrattassa sui voli aerei - per colpire gli stili di vita inquinanti o poco sani e, contemporaneamente, finanziare la scuola e l’università. Un tema a cui ha già dedicato più di un approfondimento tecnico nei giorni scorsi e su cui continuerà a esercitarsi da qui in avanti. Quando è presumibile che verrà affrontato anche il nodo della “Vqr 2015-2019”.

La valutazione della qualità della ricerca è una sorta di “pagella” che l’Agenzia Anvur redige sull’attività degli atenei. Dopo le due esperienze del 2004-2010 e 2011-2014 tocca ora al periodo 2015-2019. Attualmente i risultati della Vqr sono utilizzati per distribuire la quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo, che nel 2018 è stata di 1,6 miliardi (pari al 23% degli stanziamenti complessivi) e ripartita per l’80% sulla base dei risultati della Vqr 2011-14. E che dovrebbe aumentare di anno in anno fino a raggiungere il 30 per cento.

Per farla partire si attende entro settembre un decreto ministeriale con le nuove linee guida che consenta così all’Anvur di avviare il nuovo ciclo di valutazione entro ottobre. E arrivare ad assegnare sulla base dei risultati del nuovo ciclo di valutazione almeno il Ffo 2021. Sul tavolo di Fioramonti c’è la bozza di provvedimento che è stato messa a punto da Giuseppe Valditara, scelto da Bussetti come Capo dipartimento Alta formazione del Miur. Tre le novità che quel testo punta a introdurre spicca una maggiore flessibilità dei criteri di valutazione. Il numero di prodotti da sottoporre a valutazione sarebbe infatti pari al doppio del numero di professori e ricercatori (“ricercatori”) di ogni università. Fermo restando che gli atenei potrebbero ottimizzare la proprie scelte presentando fino a 3 prodotti per ricercatore ed esentando dall’obbligo di presentazione il 10% del personale. Ma una finestra verrebbe aperta anche sulla “terza missione” delle istituzioni universitarie - vale a dire le iniziative di impatto sociale, culturale ed economico sul territorio - che sulla carta è prevista da 20 anni ma finora ha occupato poco spazio nei pensieri dei rettori. Per incentivarli a invertire la rotta, Valditara pensava di chiedere almeno due case studies alla metà dei dipartimenti di ogni ateneo e far pesare la terza missione per il 10% della valutazione complessiva.

Quanta parte di questo lavoro resta attuale lo si capirà nei prossimi giorni, quando inizierà il confronto tra i tecnici del ministero e l’Anvur. E forse sarà più chiara la sorte degli altri dossier messi a punto da Valditara negli ultimi mesi: dalla riforma dei dottorati attesa da almeno due anni alle modifiche per l’abilitazione scientifica nazionale di prof ordinari e associati, fino all’introduzione di un’anagrafe delle pubblicazioni scientifiche. Provvedimenti che sembravano imminenti e che invece sono finiti sub judice dopo il cambio di esecutivo.


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