Studenti e ricercatori

Test al via con medicina: un posto ogni sei candidati

di Eugenio Bruno

Uno su sei ce la fa. O almeno ce la può fare. A dirlo è il rapporto tra gli iscritti ai test d’ingresso e i posti disponibili per i corsi ad accesso programmato nazionale che prenderanno il via domani con il quiz di medicina. Il più atteso, oltre che il più affollato: a tentare la sorte saranno oltre 68mila aspiranti “camici bianchi” che si contenderanno gli 11.940 posti a disposizione (odontoiatria inclusa). Senza dimenticare i 10.450 che tenteranno la via dell’inglese. Con una percentuale teorica di successo che ammonta - se tutti i candidati si presenteranno nelle sedi e nelle aule indicate dai singoli atenei - del 17,3 per cento. Meglio del 14% di un anno fa quando si erano iscritti in 67mila per 9.779 disponibilità.

Le chances di successo

Più complicata si annuncia sulla carta la strada per i candidati ai cosiddetti Imat - le prove di accesso per medicina e odontoiatria in lingua inglese, in calendario il 12 settembre - visto che sono attesi 10.450 contendenti per 761 posti. E ancora di più per veterinaria. Dove gli iscritti ai test d’ingresso, che si svolgeranno invece giovedì 5, sono 7.780 a fronte di 759 “slot”. Chances ancora più elevate di successo, nonostante il calo dei posti a disposizione, sembrano avere gli aspiranti architetti, con un rapporto dell’82,5% tra gli iscritti ai test (in agenda per mercoledì 4) e i posti disponibili. Un percentuale che potrebbe addirittura superare il 100% se si ripetesse il fenomeno dell’anno scorso quando i partecipanti effettivi ai quiz furono addirittura inferiori alle disponibilità. Chiuderanno il calendario dei corsi ad accesso programmato, anche se stavolta su base locale, le prove messe a punto dalle singole università per la laurea triennale (11 settembre) e magistrale (25 settembre) in professioni sanitarie oppure in scienze della formazione primaria (13 settembre).

I nuovi test

Anche per i numeri che abbiamo appena riassunto l’appuntamento clou sarà quello di oggi. Sul tavolo i 68mila aspiranti “camici bianchi” si troveranno il test d’ingresso riformato dal governo uscente. Le domande a cui rispondere saranno sempre 60 e i minuti per farlo di nuovo 100. Ma la cultura generale avrà maggiore spazio rispetto al passato, passando da 2 a 12 quiz. Mentre scenderà il peso della logica, i cui quesiti verranno ridotti da 20 a 10. Invariato il numero di domande per le altre materie: 8 per matematica e fisica, 12 per chimica, 18 per biologia.

Ogni risposta esatta vale 1,5 punti, mentre una risposta sbagliata costituisce una penalità di 0,4 punti. In caso di risposta omessa, non viene attribuito nessun punteggio. Non tutti i partecipanti potranno entrare in graduatoria. Ma solo chi otterrà almeno 20 punti. Per sapere chi ce l’ha fatta e chi no bisognerà aspettare il 17 settembre quando saranno resi noti - in forma anonima - i risultati e i punteggi della prova. Il 1° ottobre toccherà poi alla graduatoria nazionale. E solo allora i candidati sapranno se sono stati «assegnati» o «prenotati», a seconda del punteggio, nella sede universitaria prescelta. Questi ultimi si troveranno davanti a un bivio: iscriversi subito all’ateneo per cui vale la prenotazione oppure aspettare gli scorrimenti previsti dal 9 ottobre in poi e sperare di rientrare in un’università collocata più in alto nella propria lista dei sogni.


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