Studenti e ricercatori

L’umanesimo sbanca il mercato del lavoro

di Maria Luisa Colledani

Il mito è quello di Sergio Marchionne, laureato in filosofia e acrobata della finanza. Nel modello universitario canadese, tutti gli indirizzi di studio hanno una base filosofica a ricordarci quanto la filosofia e il mondo delle lettere in generale siano parte integrante di tanti aspetti della vita. E in Italia le facoltà umanistiche, che potrebbero pagare dazio alla tecnologia e all’innovazione imperanti, hanno un loro mercato - nicchie per ora - ma in via di rapida espansione.

Lettere classiche e moderne

La lingua italiana e la cultura umanistica sono decisive quanto la matematica, l’ingegneria e l’economia. E i corsi di lettere riscuotono ancora interesse e passione. Andrea Afribo insegna Storia della lingua italiana, presiede il Consiglio di laurea in lettere dell’Università di Padova e spiega cosa significa oggi studiare lettere: «Il corso triennale è diviso in due curricula, antiche e moderne. L’offerta formativa, essendo Padova un ateneo grande e di lunga tradizione, è davvero ampia, molto diversificata tra insegnamenti di storia, teoria e critica letteraria (greca, latina, italiana...), di linguistica, di filologia, di stilistica e metrica e di tanto altro ancora». Senza dimenticare che negli ultimi anni sono state offerte nuove occasioni di studio e approfondimento: «Sono molti i seminari organizzati con professori stranieri e con i massimi studiosi del momento, spesso voluti e gestiti dagli studenti - dice Afribo - quasi in una virtuosa staffetta generazionale per ragazzi e docenti».

Anche nell’ambito delle lauree magistrali in lettere Padova offre i maggiori sbocchi possibili. C’è quello in lettere classiche e storia antica, naturale sbocco per i laureati triennali in lettere classiche. Altre opportunità sono la laurea magistrale in filologia moderna, quella in “Filologia moderna. Francesistica e italianistica”, con titolo valido in Italia e Francia. Infine, va ricordata la magistrale in linguistica: «La novità del prossimo anno è l’insegnamento di linguistica computazionale che si aggiunge agli insegnamenti di fonologia, morfologia, sintassi, linguistica storica eccetera».

Nuovi linguaggi per lettere

Posti di lavoro un tempo impensabili anche per i laureati in lettere classiche. «La divulgazione storico-artistica ha bisogno di figure preparate scientificamente e in grado di spiegare con proprietà di linguaggio il mondo antico», afferma Maurizio Harari, direttore del dipartimento di studi umanistici dell’ateneo di Pavia. Proprio a Pavia nell’anno 2019/20 si inaugura la nuova laurea magistrale in inglese in “ The ancient mediterranean world”. Dice Harari: «L’Italia è al centro del Mediterraneo e abbiamo l’ambizione di formare figure con una panoramica completa su archeologia greca e romana, egittologia e arte del Vicino Oriente antico». È un percorso basato sulla storia e la conoscenza in genere, mentre corsi simili nel Regno Unito o negli Usa hanno un’impronta più tecnica: «Nel biennio si deve ancora ampliare il bagaglio culturale, costruirlo con basi solide più che imparare il mestiere sul campo - è la convinzione del docente -. A Pavia formeremo figure di antichisti con una vasta preparazione storica, che andrà ulteriormente arricchita». Perché, ad esempio, per entrare nei ranghi statali (musei, soprintendenze) è necessario dopo la magistrale un altro titolo di studio (scuola di specialità o dottorato).

La filosofia si «aggiorna»

In un mercato del lavoro che chiede competenze sempre nuove «il filosofo sa essere ingrediente in professioni diverse fra loro e che poco hanno a che fare con la filosofia». La definizione è di Annarita Angelini, docente di storia della filosofia e coordinatrice del corso di laurea in filosofia all’ateneo di Bologna. La tradizione è tutta a Bologna, “la Dotta”, ma, dice la prof «sono i ragazzi a mostrarci i nuovi ambiti in cui i nostri studi sono spendibili».

A Bologna, ad esempio, dopo un anno comune, lo studente può scegliere fra due percorsi. Il primo più teorico, concetti e contesti, è più tradizionale. La filosofia è insegnata con prospettiva storica e nei suoi sviluppi attuali e la novità - un unicum in Italia - è la possibilità di frequentare lezioni legate non solo al pensiero occidentale ma anche alla filosofia persiana, al pensiero arabo, alla tradizione dell’ebraismo antico e medievale. Il secondo percorso, concetti e applicazioni, è pensato per chi si iscrive con l’idea di completare il triennio e magari proseguire con magistrali in altre materie. Spiega la coordinatrice: «La formazione filosofica è trasversale ed è interessata a nessi con studi umanistici, biomedici, scientifici e tecnologici e anche giuridico-sociali». Per cui la filosofia morale diventa, ad esempio, bioetica, filosofia del diritto, filosofia politica; l’estetica è declinata come estetica del paesaggio e dell’ambiente, forme della conoscenza visiva, poetica e retorica in un costruttivo sforzo per avvicinare la filosofia al contemporaneo. «La maggior parte dei nostri iscritti immagina un futuro nell’insegnamento e nella ricerca ma abbiamo capito che aziende ed enti cercano sempre più spesso laureati in filosofia perché ne riconoscono la versatilità e sanno che più di altri sanno risolvere problemi complessi con soluzioni prese in tempi rapidi. Pur in ambiti professionali con contenuti scientifici, il laureato in filosofia sa organizzare il lavoro di équipe perché è abituato a scomporre e ricomporre le situazioni con lucidità e a mettere tutto in discussione».

Le nuove strade della storia

«Ai ragazzi che mi chiedono se c’è bisogno di storici, rispondo che il mercato del lavoro ha una grande necessità di queste figure»: è la certezza di Franco Franceschi, docente di storia medievale e componente del comitato della didattica del corso di laurea specialistica all’università di Siena. Dove sono attivati i corsi che portano alla laurea triennale in scienze storiche e del patrimonio culturale e quelli della laurea magistrale che comprende due curricula in storia e filosofia (sede di Siena) e in storia e filosofia: pratiche del sapere e della cittadinanza (sede di Arezzo). «Le lezioni dei primi tre anni sono orientate a una preparazione generale, con grande spazio alla dimensione politica, economica e della storia dell’arte. Per la laurea magistrale gli studenti possono scegliere il curriculum più classico con grande interazione fra materie il cui sbocco naturale è l’insegnamento, o quello con sede ad Arezzo che segue il movimento della “public history”. Oggi la storia è alla ricerca di un suo pubblico: documentari, viaggi culturali sono sostenuti dalla crescente sete di storia e l’università deve garantire l’autenticità dei contenuti con un linguaggio contemporaneo ma non da specialisti».

In questi ambiti, gli storici possono trovare spazio: «Siamo il Paese del bello, ci vorrà qualcuno che ci racconta il patrimonio italiano - prosegue Franceschi -. I nostri corsi sono spendibili anche perché lo studio della storia insegna a gerarchizzare, scegliere, distinguere non solo i fenomeni storici: oggi, più che mai, c’è una grande necessità di profondità storica. Senza gli storici assisteremo a una erosione pericolosa e continua della memoria: senza prospettiva storica rischiamo di non capire neppure il presente».

Geografia e turismo

Nel mercato del lavoro, in perenne divenire, nuovi spazi si intravvedono per i geografi. «Lo sviluppo sostenibile, la crisi ambientale, i nuovi scenari geopolitici, la prevenzione del rischio naturale e sociale, la conservazione e la valorizzazione del paesaggio, il turismo sostenibile, sociale, ecologico sono ambiti in cui l’azione del geografo è richiesta e prevista (in particolare all’estero)», esordisce Micaela Rossi, prorettore alla formazione dell’università di Genova. «Perché l’applicazione delle nuove tecnologie informatiche (Tic) e di rappresentazione del territorio (Gis) a questi campi non solo di studio e ricerca, ma anche di azione e intervento, conferiscono maggiori prospettive di sviluppo anche in Italia per le professionalità del geografo». A oggi la professione in Italia non è regolata da normative specifiche e non vi sono percorsi formali di accesso, ma ci sono percorsi consigliati di carattere universitario come le lauree triennali in geografia o nelle discipline umanistiche o naturalistiche e le lauree magistrali specifiche in geografia.

Prosegue la docente: «Dall’anno 2018/19 è attivo, grazie al lavoro di alcuni docenti fra cui Nicoletta Varani, il corso di laurea magistrale della classe LM80 in scienze geografiche in valorizzazione dei territori e turismi sostenibili declinato a nuove competenze disciplinari e interdisciplinari in campo turistico. Le lezioni si svolgono al polo di Savona dell’ateneo di Genova, il cui campus possiede infrastrutture innovative legate all’energia sostenibile e alle smart city».


© RIPRODUZIONE RISERVATA