Studenti e ricercatori

Fondi sanitari e rischi sistemici le nuove strade dell’attuario

di Ma.Mas.

Gli attuari sono esperti di statistica, matematica applicata, probabilità, finanza e tecniche attuariali che si specializzano nella valutazione dei rischi e di norma lavorano nei settori assicurativo e della previdenza. Ma, secondo il presidente del Consiglio nazionale degli attuari Giampaolo Crenca, il raggio d’azione di questa figura professionale ancora poco nota – in Italia sono 1.046, in Europa circa 23mila, nel mondo meno di 100mila – sta progressivamente allargandosi. «Tra i settori emergenti – spiega Crenca – ci sono i fondi sanitari e l’enterprise risk management, che va nella direzione di estendere la nostra professione nelle aziende non finanziarie. Grazie al forte sviluppo di machine learning, big data e intelligenza artificiale, oggi l’attuario può svolgere valutazioni anche sui cosiddetti i rischi sistemici: da quelli climatici ed energetici alle catastrofi ambientali, fino al cyber risk. Fenomeni con dimensioni internazionali che riguardano direttamente i governi».

Il percorso che porta all’esame per entrare nell’Ordine nazionale degli attuari passa da tre lauree magistrali: finanza; scienze statistiche, attuariali e finanziarie; scienze statistiche. Gli atenei storicamente più a stretto contatto con il mondo degli attuari sono la Sapienza di Roma, l’università di Trieste, la Cattolica di Milano e Benevento; poi ci sono l’università della Calabria, Torino, Napoli, Firenze e Palermo. A parte le solite Milano e Roma, le sedi di lavoro in Italia tipicamente sono legate al mondo assicurativo: Trieste, Verona, Bologna e Torino.


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