Studenti e ricercatori

Dalla sicurezza alla ricerca, poker di chance per i criminologi

di D. Ces.

C’è qualcosa di affascinante nel cercare di comprendere le ragioni e le dinamiche alla base di un crimine. Forse anche per questo, la prospettiva di diventare criminologi interessa ogni anno un numero cospicuo di studenti. Ma qual è il percorso da seguire?

«Anzitutto, è bene chiarire la distinzione tra criminologi e criminalisti, perchè vi è molta confusione soprattutto tra i giovani che devono iscriversi all’università», commenta Massimo Blanco, segretario generale dell’Ancrim, Associazione nazionale che riunisce queste due categorie. «I primi studiano le dinamiche psicosociali che coinvolgono i fautori di un crimine, le vittime, i testimoni e gli altri protagonisti. I criminalisti sono invece investigatori scientifici; gli scienziati in tutina bianca, che raccolgono, catalogano, interpretano i referti».

Chiarita questa differenza, è bene sottolineare che quello dei criminologi non è un ordine. Non vi è pertanto un esame di Stato, un albo di categoria, o tantomeno un percorso accademico unico che formi alla professione. Si può diventare criminologi studiando nelle facoltà di scienze sociali, psicologia o giurisprudenza. In Italia, ad esempio, le università di Milano Bicocca, Torino, Chieti-Pescara e Roma internazionale offrono corsi di criminologia in varie declinazioni.

Quattro specializzazioni

E gli sbocchi? «Tipicamente, si può lavorare in quattro campi principali. Il primo è quello della ricerca nel mondo universitario, per studiare dati e macrotendenze del crimine», spiega Blanco. Il secondo ambito è quello degli specialisti della sicurezza negli enti pubblici, in agenzie europee o, raramente, in aziende (dove però sono spesso preferiti ex-membri delle forze dell'ordine). «Si tratta di un campo in cui entrare non è semplice, e la gavetta può essere molto lunga», commenta ancora il segretario generale.

Il terzo sbocco è quello dei criminologi clinici, chiamati come consulenti a supporto di tribunali di sorveglianza e dei minori, per il recupero di autori o vittime di reati. Infine ci sono i criminologi investigativi e forensi, che uniscono conoscenze psicologiche e sociologiche a tecniche investigative e che possono lavorare come consulenti delle forze dell’ordine o di avvocati e magistrati.

«Si tratta del campo in cui vi sono più opportunità di lavoro, ma non c’è in Italia un corso universitario che prepari a questa professione. Sta ai giovani integrare la laurea con un corso di specializzazione o un master diverso di caso in caso, per acquisire tutte le competenze multidisciplinari richieste da questa professione: sociali, psicologiche, giuridiche, scientifiche e investigative», conclude Blanco.


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