Studenti e ricercatori

Big data e cyber risk entrano a ingegneria e architettura

di Giuseppe Latour

Data finance, data science ma anche mobility engineering e prevenzione del cyber risk. Scorrendo in rassegna l’offerta formativa delle principali università italiane, il prossimo anno accademico, sul fronte dell’ingegneria e dell’architettura, si sta muovendo in questa direzione: competenze sempre meno legate a filoni classici e sempre più trasversali alle diverse materie scientifiche. Cercando così di intercettare le richieste che arrivano dalle aziende.

Maneggiare i big data

Piero Salatino, presidente della Scuola politecnica e delle scienze di base della Federico II di Napoli, spiega: «Per il prossimo settembre la novità principale che ci riguarda è l’istituzione di una nuova laurea magistrale in Data finance. Nasce da una considerazione: in molte discipline si avverte una formazione specifica che consenta di maneggiare grandi moli di dati».

L’iniziativa non riguarda solo ingegneria ma ha una dimensione più larga: «È un progetto incardinato presso la Scuola politecnica, che quindi coinvolge ingegneria, architettura e scienze matematiche». In generale, si tratta di un’offerta pensata per laureati in discipline scientifiche e si presta ad essere anche una seconda laurea magistrale. Accanto a questo, Salatino parla di «manutenzione straordinaria» su diversi corsi di studio esistenti: «Stiamo andando nella direzione di favorire l’internazionalizzazione, attivando corsi in lingua inglese accanto a quelli in italiano».

Su una linea simile si sta muovendo il Politecnico di Torino. Qui nell’area di ingegneria, architettura e design sarà attivato il nuovo corso triennale in tecnologie per l’industria manifatturiera, finalizzato alla formazione di una figura professionale multidisciplinare, da inserire rapidamente nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda il secondo livello, la novità è il corso magistrale in Data science and engineering.

Ne parla il delegato per la nuova laurea, Paolo Garza: «Puntiamo a formare data scientist, ingegneri che abbiano la capacità di estrarre valore dai dati. Devono avere forti competenze di tipo informatico per gestire il processo di analisi dei dati, ma anche competenze matematiche e statistiche». Nel merito si insegnerà gestione di big data, algoritmi, etica e protezione dei dati, matematica statistica, innovation management. «È una richiesta che non arriva solo dall’Ict - aggiunge Garza - ma anche da banche, assicurazioni, società dell’automotive, player dell’energia come Eni: tutti si sono accorti di avere grandi quantità di dati dai quali devono estrarre valore con algoritmi automatici».

Cyber risk e mobilità

Passando al Politecnico di Milano, qui le novità sono soprattutto tre. La prima, in collaborazione con la Bocconi, sarà la nuova laurea magistrale congiunta in cyber risk strategy and governance, mirata a soddisfare un segmento di domanda in forte crescita. Il corso fornirà gli strumenti necessari a comprendere, valutare e governare le opportunità e le minacce derivate dalle nuove tecnologie. I laureati saranno in grado di affrontare i cyber risk.

C’è, poi, il corso di laurea magistrale in mobility engineering, che risponde sia alle richieste di innovazione che vengono dalle imprese. Produrrà specialisti a 360°, in grado di affrontare il tema della mobilità a più livelli, partendo dalle infrastrutture terrestri (strada e rotaia) e dai sistemi regolatori e di sicurezza, per passare all’erogazione di servizi di mobilità e agli scenari futuri di innovazione. Molto particolare è, infine, l’offerta di Medtec school, il nuovo corso di laurea internazionale in medicina di Humanitas university e Politecnico di Milano, che integra e potenzia le competenze della figura del medico chirurgo con quelle tipiche dell’ingegneria biomedica.

L’internazionalizzazione

Maria Cristina Annesini, presidente della Commissione paritetica docenti studenti di ingegneria civile e industriale, parla delle novità della Sapienza di Roma: «Stiamo facendo ulteriori passi verso l’internazionalizzazione con un orientamento completamente in lingua inglese della laurea magistrale in ingegneria chimica e un corso di laurea triennale in sustainable building engineering, attivo dall’anno accademico 2018-19 presso la sede di Rieti».

Oltre a questo, «l’orientamento in inglese della laurea magistrale in ingegneria chimica va ad aggiungersi a quelli già esistenti di ingegneria meccanica, ingegneria energetica, ingegneria spaziale e astronautica e ingegneria delle nanotecnologie, mentre è erogato integralmente in lingua inglese il corso di laurea magistrale in Transport systems engineering». Altra novità è l’attivazione, a titolo sperimentale, di un corso di laurea professionalizzante per la formazione di geometri laureati.

Le richieste del mercato

Per proiettare questo quadro sul panorama dell’offerta di lavoro, partiamo dai dati del Consiglio nazionale degli ingegneri. L’ultima rilevazione, preparata dal Centro studi del Cni in collaborazione con Anpal, fa riferimento al 2017 e dice che il profilo di gran lunga più richiesto sul mercato oggi è quello di analista e progettista di software: una specializzazione per la quale, tra l’altro, c’è una quota elevatissima di contratti a tempo indeterminato (circa tre ogni quattro). Molta domanda c’è anche per progettisti e amministratori di sistemi, ingegneri energetici, ingegneri elettronici e delle Tlc. Anche profili più classici trovano sbocchi: succede per ricercatori e tecnici di scienze ingegneristiche e dell’architettura.

Marco Aimetti, consigliere nazionale degli architetti, aggiunge: «Adesso è molto forte il tema del digitale e del Bim, il building information modeling: è uno strumento che non tutti gli studi sanno utilizzare. Molti stanno cercando di digitalizzarsi grazie ai nuovi ingressi». Non è, però, l’unico settore su cui puntare. «L’altro filone riguarda la specializzazione - dice ancora Aimetti -. Gli studi che oggi crescono sono quelli che vanno anche verso i servizi per l’architettura, lavorando sull’acustica, la termica, la prevenzione incendi. Oppure, c’è grande richiesta di competenze legate alla sostenibilità. Essere esperti di progettazione ambientale può dare molte opportunità».


© RIPRODUZIONE RISERVATA