Studenti e ricercatori

Area psicologica, mille e uno sbocchi per gli esperti al servizio del sociale

di Daniele Cesarini

Sociologi e psicologi al servizio del sociale e delle aziende radicate sul territorio: cambiano gli sbocchi occupazionali e si rinnova l’offerta degli atenei in questi due ambiti disciplinari.

L’università di Bergamo ha annunciato il corso in psicologia della salute nei contesti sociali. L’obiettivo è formare una nuova figura emergente di psicologo, in grado di intervenire a tutto campo nella promozione della salute, sia a livello individuale, di gruppo e di organizzazione, sia nella progettazione e realizzazione di progetti nei vari contesti sociali-sanitari ed educativi, dialogando con le diverse pratiche professionali coinvolte.

Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’università di Bergamo e presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università della Regione Lombardia (Crul), commenta così i nuovi rapporti tra offerta formativa e richiesta delle aziende sul territorio: «Sul fronte della psicologia, molti corsi di laurea sono storicamente di natura clinica. Abbiamo parlato con le aziende e le altre controparti sul territorio, che ci hanno chiesto di rendere i curricula più sociali, più rivolti al terzo settore, e di far sì che siano meglio spendibili nei servizi per le aziende sociosanitarie locali, ad esempio sul fronte del tema delle dipendenze e delle malattie croniche, della prevenzione e della promozione della salute».

Più media per i sociologi

Per quanto riguarda l’area della sociologia, Pellegrini individua diversi profili emergenti che sono sempre più richiesti. «Per noi, la sociologia è fondamentale per formare figure che siano in grado di lavorare nel campo della comunicazione, sia nelle aziende, sia nei media locali. La ragione è semplice: non basta divulgare, occorrono professionisti che sappiano anche dare una chiave di interpretazione attraverso una matrice sociologica, per analizzare le informazioni e utilizzarle nei media e a supporto delle imprese».

A cavallo tra psicologia, sociologia e psicologia sociale è la nuova laurea triennale in digital education lanciata per l’anno accademico 2019/2020 dall’università di Modena e Reggio Emilia. Il piano di studi, con un focus sulle nuove tecnologie, è volto a formare quattro profili emergenti: l’instructional designer, che analizza e propone soluzioni digitali per la formazione; l’educatore nei contesti digitali, per fornire una guida a giovani, adolescenti e adulti alle prese con le tecnologie digitali, i comportamenti a rischio e le dipendenze associate; l’esperto di robotica educativa e formazione online; l’esperto di formazione digitale nei contesti socio-sanitari.

Tra le altre lauree innovative, il corso magistrale in psicologia e neuroscienze cognitive dell’università di Messina e il curriculum in gestione delle organizzazioni nei sistemi globali (Geor) della facoltà di scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica (sede di Brescia).

Sbocchi nelle risorse umane

Paolo Citterio, presidente dell’Associazione dei direttori delle risorse umane (Gidp) sintetizza così il punto di vista delle aziende sui due ambiti occupazionali: «Sociologia e psicologia sono due specializzazioni molto richieste dal mercato del lavoro odierno, soprattutto nell’ambito hr. Chi proviene da queste lauree può effettuare, per le aziende, una valutazione accurata delle nuove reclute durante la fase di selezione, per poi aiutare a sviluppare pienamente il potenziale dei talenti e delle risorse umane».

Tra ospedali e terzo settore

Secondo Citterio, i laureati in psicologia possono anche contare sugli sbocchi in ambito ospedaliero e nel terzo settore, ma in questo caso è spesso utile una specializzazione post-laurea. Tra i profili emergenti vi sono lo psicologo alimentare, sempre più diffuso e richiesto, e lo specialista di gender equality, che affronta i temi della parità di genere ed è richiesto tanto nel settore pubblico quanto in quello privato in ruolo consulenziale.

Anche dalle agenzie del lavoro arrivano indicazioni. «Il mondo delle risorse umane – commenta Cristina Cancer, head of talent attraction di Adecco – continua ad offrire molte occasioni a laureati sociologia e psicologia. Per gli psicologi nelle aziende più strutturate si assiste alla nascita di nuove figure come il manager della felicità». Figure centrali per la retention dei talenti, che agiscono sulla creazione di un clima positivo nelle aziende.

Per i laureati in sociologia, « tra le figure emergenti ci sono change manager e organizational design manager», conclude Cancer. Si tratta di consulenti, che intervengono per accompagnare un’azienda nelle fasi di transizione (come ad esempio una ristrutturazione, una fusione o una successione), o per aiutare i manager a strutturare o rinnovare uno schema organizzativo.


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