Studenti e ricercatori

Accessi ai corsi di Medicina generale in aumento del 106%

di Eu.B.

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Gli accessi ai corsi di Medicina generale sono aumentati del 106% rispetto al triennio precedente. A dirlo è stato ieri il ministro dell’Istruzione rispondendo alla Camera a un’ interrogazione della deputata del Pd, Anna Ascani.

I contratti di formazione medica specialistica
Il ministro Bussetti ha innanzitutto sottolineato che i contratti di formazione per i camici bianchi nell'anno accademico 2018/2019 sono aumentati in modo molto significativo (da 6.934 a 8.905) rispetto a quelli dello scorso anno, grazie ai nuovi stanziamenti inseriti nella legge di bilancio 2019 che ha previsto fondi statali aggiuntivi pari a 22,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 45 milioni di euro per l'anno 2020, a 68,4 milioni di euro per l'anno 2021, a 91,8 milioni di euro per l'anno 2022 ed a 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2023.
Degli 8.905 posti totali circa 8.000 sono stati finanziati con risorse statali, (+29% rispetto alla volta precedente. A essi - ha spiegato il titolare del Miur - vanno aggiunti ulteriori 741 contratti finanziati con fondi regionali (a fronte dei 640 dello scorso anno accademico), e 164 con risorse di altri enti pubblici o privati (per il 2017/2018 erano solo 94).

Raddoppiati i posti in Medicina generale
Qui il numero di borse disponibili per l'accesso al corso di formazione specifica in medicina generale è stato progressivamente e significativamente incrementato negli ultimi anni, passando da 1.018 unità per il triennio 2014-17 a 2.093 unità per il triennio 2018-21, con un incremento percentuale pari al 106%. Anche per questo Bussetti è fiducioso che il cosiddetto “imbuto formativo” si ridurrà, consentendo a «un numero ben maggiore di laureati in medicina e chirurgia di accedere alle scuole di specializzazione ed a quelle di formazione specifica in medicina generale». In attesa che anche il lavoro avviato in sinergia con il Ministero della salute dia i suoi frutti «nell'ottica di una parziale revisione della disciplina sulla formazione specialistica che, pur salvaguardando il ruolo indefettibile delle Università nel percorso di specializzazione, possa meglio corrispondere al reale fabbisogno di medici dei prossimi anni».


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