Studenti e ricercatori

Chimica, il Cnr lancia l’hub di Milano:  200 ricercatori più vicini all’industria

di Antonio Larizza

Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) prosegue il processo di riordino della propria rete scientifica. Ieri, il Cda dell’ente riunito a Milano ha deliberato la nascita dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche «Giulio Natta» (Cnr-Scitec).

Nel neo-istituto confluiranno l’Istituto per lo studio delle macromolecole (Ismac), l’Istitoto di chimica del riconoscimento molecolare (Icrm) e l’Istituto di scienze e tecnologie molecolari (Istm). La somma, che nella visione del Cda varrà più delle singole parti, darà vita a un hub di ricerca per la chimica applicata a scienza dei materiali, salute, scienze della vita e energie rinnovabili. Il centro direzionale del Cnr-Scitec sarà a Milano, con sedi distaccate a Roma e Perugia.

Dopo la delibera di ieri, si attiveranno le procedure per individuare i vertici del nuovo istituto, a cominciare dal presidente, per la cui nomina verrà indetto un concorso pubblico. Chi guiderà il nuovo hub milanese potrà contare su un gruppo di 200 studiosi: 120 ricercatori del Cnr, 42 dottorandi e assegnisti e alcune decine di ricercatori in formazione.

«Il nuovo istituto - spiega Massimo Inguscio, presidente del Cnr - è un tassello di un strategia di lungo periodo che ci siamo dati per riorganizzare la ricerca guardando più al futuro che alle eredità organizzative del passato». Tra gli istituti recentemente creati unendo realtà pre-esistenti - per riorganizzare la rete scientifica, ma anche per ottimizzare i costi operativi - ci sono l’Istituto di bioeconomia di Firenze, l’Istituto di scienze polari, l’Istituto della scienza e tecnologia dei plasmi di Milano e quello per la ricerca e l’innovazione biomedica di Palermo. A Napoli nascerà invece un Istituto per la mobilità sostenibile.

Il nuovo centro di scienze e tecnologie chimiche potrà contare su un budget di decine di milioni di euro e ha l’ambizione di affermarsi come eccellenza di riferimento per la comunità scientifica. Con una forte capacità di attrarre scienziati e fondi europei, ma anche di ascolto nei confronti dell’industria. «Nella chimica - spiega in una nota Federchimica - scienza e industria hanno un rapporto molto stretto e il Cnr ha il ruolo fondamentale di connessione tra la ricerca di base e quella industriale. La sfida attuale delle imprese si fonda molto sulla ricerca e le imprese, dovendo superare il vincolo dimensionale, sentono sempre più la necessità di un rapporto forte con le istituzioni pubbliche della ricerca».

L’eccellenza della chimica del Cnr milanese, forte della sua eredità, potrà contare anche su sinergie con Università degli studi di Milano, Università Milano-Bicocca e Politecnico di Milano. «Giulio Natta, cui è dedicato il nuovo Istituto, Premio Nobel per la chimica nel 1963 per la sintesi del polipropilene isotattico, un polimero eccezionalmente versatile e applicativo, nel 1961 è stato il primo direttore dell’Istituto di chimica macromolecolare Cnr. Un’eredità raccolta dagli istituti Cnr Ismac e Istm, che oggi confluiscono nel nuovo istituto», ricorda Maurizio Peruzzini, direttore del Dipartimento scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Cnr.


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