Studenti e ricercatori

Il Miur striglia università ed enti di ricerca sui mini-acquisti di beni e servizi

di Eugenio Bruno

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Tra i motivi che spinge alcuni studiosi stranieri a rifiutare l’Italia spesso c’è anche un eccesso di burocrazia. Anche solo per acquistare i “ferri del mestiere”, ad esempio le attrezzature per la ricerca di atenei ed enti pubblici. Per ovviare a questo problema l’ultima legge di bilancio ha portato da 1.000 a 5.000 euro anche per le università la soglia per cui non si deve ricorrere al mercato elettronico della pubblica amministrazione (Mepa). Innalzamento che già valeva per gli enti di ricerca. Ma non tutti sembrano essersene accorti visto che in questi mesi alcune istituzioni accademiche hanno continuato a usare il Mepa. Da qui la scelta del Capo Dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca del Miur, Giuseppe Valditara, di inviare una circolare a tutti gli atenei con l’invito ad attenersi alla nuova normativa.

La normativa sugli acquisti
La circolare parte dal ricordare che cosa prevedono le nuove norme. In primis, che «le università e gli enti pubblici di ricerca sono esenti dall'obbligo di ricorso al Mepa per tutti gli acquisti di beni e servizi di importo inferiore ai 5.000 euro». E poi che «gli enti pubblici di ricerca sono esenti dall'obbligo di ricorso al Mepa per l'acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca, qualunque sia l'importo del contratto fermo restando, ovviamene, l'obbligo di rispetto del codice appalti per gli acquisti di importo superiore a 40.000 euro». Con due postille di carattere generale: la prima è che le modalità di acquisto di tutte le Pa devono avvenire «nel rispetto dei principi di economicità ed efficacia» che devono governare l’azione della Pa; la seconda è che gli uffici pubblici vanno organizzati «al fine di accrescere l’efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei paesi dell'Unione europea».

L’invito a tutte le università
Per tutti questi motivi il ministero dell’Istruzione invita i destinatari della presente circolare a «intraprendere le iniziative opportune e necessarie affinché gli Uffici di riferimento non ricorrano a Mepa se non nei casi esplicitamente imposti dalla legge, salvo situazioni eccezionali, debitamente motivate». Sperando che stavolta da questo orecchio ci sentano.


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