Studenti e ricercatori

Scuole di eccellenza, chi riesce a entrare ha il lavoro assicurato

di Serena Riselli

Sono nate come la risposta italiana all’Ivy League americana e alle più prestigiose università europee. Per poter entrare c’è bisogno di impegno, studio e dedizione perché i posti disponibili sono pochissimi, ma valgono la possibilità di una brillante carriera ed un posto di lavoro quasi certo.

Si tratta delle scuole di eccellenza, istituti dedicati alla didattica universitaria, dottorale e post-dottorale, dotate di un corpo docente permanente, un proprio bilancio e autonomi organismi dirigenti.

Quattro scuole riconosciute

Quelle riconosciute dal Miur sono quattro: la scuola Normale superiore di Pisa (la più antica, fondata nel 1810 da Napoleone), la scuola superiore di studi universitari e perfezionamento Sant’Anna di Pisa, lo Iuss di Pavia e la Sissa di Trieste. Le prime tre selezionano matricole e, in minor numero, iscritti alle lauree specialistiche. La Sissa è invece focalizzata su master e dottorati di ricerca e riguardano sia facoltà di tipo scientifico o tecnologico sia umanistico.

Queste istituzioni si affiancano alle università per offrire una formazione potenziata. Alla fine del corso di studi, infatti, lo studente che ha frequentato una scuola di eccellenza, oltre alla laurea conseguita nell’università ordinaria, ha anche un diploma che attesta un percorso supplementare.

Ma come si accede a una scuola di eccellenza? Di solito, i posti disponibili sono assegnati attraverso una selezione basata sul merito, che avviene attraverso un concorso per soli esami (di norma, anche la votazione conseguita all’esame di maturità non conta).

Entrare in una di queste scuole, però, è difficile: i posti a disposizione sono davvero pochi. Alla Normale di Pisa, quest’anno entreranno 60 matricole, 28 posti a disposizione per la classe di lettere e filosofia e 32 per la classe di scienze. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata all’8 agosto e le prove di ammissione si svolgeranno a partire dal 22 agosto.

La scuola Sant’Anna, invece, per l’anno accademico 2019-2020 mette a disposizione 42 posti: 20 per la classe di scienze sociali e 22 per quella di scienze sperimentali e applicate. Per poter partecipare al concorso, i candidati dovranno sostenere una prova preselettiva (sono esclusi coloro che vogliono iscriversi ai corsi di scienze mediche). La scadenza per presentare le domande è il 31 luglio.

Infine l’Istituto universitario di studi superiori di Pavia offre 32 posti per il ciclo triennale (di cui 16 per la classe di scienze umane e della vita e 16 per quella di scienze tecnologia e società) e 8 posti per il ciclo biennale. Inoltre, l’ammissione al ciclo di studi è subordinata all’ammissione ad almeno un collegio universitario. La prova scritta per l’ammissione al primo ciclo si terrà il prossimo 4 settembre.

Ma le opportunità offerte da queste scuole valgono la fatica fatta per entrare, sia dal punto di vista economico che da quello della formazione. Oltre a un percorso di studi altamente qualificante, lo studente che frequenta una scuola di eccellenza gode di vitto e alloggio gratuiti in un collegio o in una residenza studentesca riservata alla scuola o di un sostanzioso contributo per il mantenimento. Inoltre riceve un contributo variabile da scuola a scuola per le spese in materiale di studio. Alcune scuole offrono anche il rimborso totale o parziale delle tasse universitarie.

Il posto non è garantito

Per mantenere l’ambìto posto, poi, lo studente dovrà frequentare l’università presente nella città nella quale si trova la scuola di eccellenza superando tutti gli esami nei tempi stabiliti (solitamente entro la sessione autunnale) con una media pari al 27 e senza mai scendere sotto la votazione del 24. Inoltre con le stesse regole deve frequentare altri corsi supplementari interni alla scuola e frequentare seminari interdisciplinari e corsi di lingue.

Alcuni di questi istituti, come la Normale e il Sant’Anna di Pisa, sono anche quelli che hanno conseguito il maggior numero di riconoscimenti a livello mondiale, entrando, negli anni passati, sia nella classifica stilata dal Times Higher Education, sia in quella del QS World University Rankings, tra le più note nel mondo universitario internazionale.

A fare la differenza anche il placement degli ex allievi che ad un anno dalla laurea (anche triennale) raggiunge percentuali vertiginose: quasi il 100% trova lavoro.


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