Studenti e ricercatori

«Servono figure rinascimentali»

di Eu.B.

«Le competenze trasversali sono fondamentali. Sono il pane quotidiano dei ragazzi. E bisogna rompere le gabbie disciplinari. Lo diceva già Steve Jobs: guai all’ingegnere monoculturale. Oggi abbiamo bisogno di figure rinascimentali. Prendiamo le lauree “Stem”, che negli Stati Uniti già dal 2006 sono diventate “Steam” perché hanno inserito la “a” di arts proprio ispirandosi al nostro Rinascimento. Finirà che noi li copieremo tra dieci anni». A sottolinearlo è Ivano Dionigi, presidente del consorzio universitario AlmaLaurea, che ritiene la scelta dell’università giusta soprattutto un fatto di «cultura».

Cultura che torna più volte nel suo ragionamento. Nel ribadire che «laurearsi conviene», come i dati di AlmaLaurea ricordano tutti gli anni, l’ex rettore di Bologna spiega: «Questo Paese ha bisogno di orientamento e di programmazione. Non può affidarlo alla buona volontà di qualche università o di qualche liceo. Ma deve farsene carico il ministero». E, a proposito dell’Italia ancora penultima per numero di laureati, aggiunge: «Serve una cultura della laurea. Che non significa solo più occupazione e più retribuzione, ma anche sapersi muovere meglio nei periodi di crisi. Chi più conosce meno ha paura e più se la cava nella vita». Ai ragazzi consiglia di seguire anche gli «interessi personali». E indica nei diritti umani, nel destino del pianeta e nel pensiero umanistico collegato alla tecnologia le nuove sfide che le università devono cogliere.

Ma lo stesso deve fare anche la politica, che ha eliminato la scuola e l’università dal suo orizzonte: «Non si può tollerare che questo Paese abbia ancora ombre medioevali per cui chi è figlio di farmacisti fa farmacia e chi ha un laureato in giurisprudenza in casa fa giurisprudenza». Perché, ricorda Dionigi urbi et orbi, lo studio «era e resta un diritto di tutti».


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