Studenti e ricercatori

Boom dei doppi titoli con l’estero

di Francesca Barbieri

Si chiamano double o joint degree e permettono a chi si iscrive di centrare due obiettivi in un colpo solo: due lauree nello stesso tempo richiesto per conseguirne una.

Da Computer science a Ingegneria industriale, da Chimica a Scienza e tecnologia dei materiali: sono più di seicento in 63 atenei (come dire due su tre) i “doppi titoli” attivati dalle università italiane per l’anno accademico 2019/2020.

L’offerta è più che raddoppiata nell’arco di otto anni, passando dalle 304 proposte dell’anno accademico 2011/12 alle 644 del 2019/20. I double degree rappresentano ormai il 13% del totale dei corsi di laurea attivati dalle università italiane e gli iscritti sono passati dai 15mila del 2013/14 ai 20.500 del 2018/19.

Ma come funziona un programma di questo tipo? La selezione è piuttosto rigida e generalmente non riguarda le matricole, ma chi ha cominciato un corso di laurea in Italia e chiede di partecipare al programma “congiunto” a partire dal secondo anno. I requisiti sono un voto di diploma o di laurea triennale elevato (o eventualmente una media alta degli esami sostenuti) e naturalmente un’ottima conoscenza della lingua del Paese di destinazione o dell’inglese. Sono previsti periodi di studio ed esami in Italia e nell’università gemella all’estero, in base a quanto stabilito nel piano di studio.

Si parla di joint degree quando il diploma di laurea è unico, firmato da entrambi gli atenei. Si parla invece di doppio titolo quando allo studente che arriva in fondo al percorso vengono consegnati due certificati di laurea siglati dai rispettivi atenei. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: il titolo di laurea è valido in tutti i Paesi coinvolti.

L’università che presenta il maggior numero di corsi doppi è La Sapienza di Roma, che ha 60 proposte, una in più rispetto al Politecnico di Milano e quasi il doppio rispetto a Bologna (32). A seguire il Politecnico di Torino (29 proposte), Trento (28), Firenze e Palermo (27 a testa) e l’università Cattolica di Milano (26).

La maggior parte dei double degree è concentrata sulle lauree magistrali:  su un totale di 644 in partenza per il prossimo anno accademico, 128 sono triennali, 41 magistrali a ciclo unico e ben 475 magistrali.


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