Pianeta atenei

Ubertini (Alma Mater): «Bisogna attrarre studiosi stranieri»

di Eu.B.

Forte dei suoi 931 anni di storia l’Alma Mater di Bologna si gode il terzo posto tra le università italiane nel ranking del Qs. E soprattutto il 177esimo nella graduatoria complessiva. Consapevole - avverte il rettore Francesco Ubertini - «che se dimezzassimo il numero degli studenti saremmo tra i primi 90-100 al mondo». In quella che sembra un’ipotesi di scuola, visto che l’ateneo bolognese è fiero delle sue dimensioni e della storia che lo ha portato a essere il primo in Europa per studenti Erasmus in entrata e uscita.

Al di là del rapporto studenti/docenti appena citato Ubertini condivide la visione che a penalizzare il sistema Italia contribuisca in maniera decisiva la scarsa presenza di studenti e docenti stranieri. Nonostante l’Alma Mater sia indietro rispetto ad altre università per gli studenti stranieri il 49enne ingegnere perugino si dice comunque fiducioso per il «costante miglioramento» registrato a questa voce dal suo ateneo. Grazie anche ai 47 corsi internazionali in menù.

Anche per lui il vero investimento da fare riguarda l’attrazione di studiosi dall’estero. Un tema su cui scontiamo «bassa competitività, criteri di reclutamento troppo rigidi, salari bloccati». E su cui gli atenei possono intervenire fino a un certo punto. Come Bologna sta provando a fare con 35 chiamate dall’estero all’anno e una “call for interest” aperta a tutti. Oppure con un’azione di potenziamento mirato sui visiting professor che nel 2018 sono arrivati a 988: quasi un terzo dell’intero corpo docente. Ma anche il governo - sembra dire - deve fare la sua parte. Sulla base della stessa ricetta proposta da Resta: meno burocrazia e più risorse.


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