Pianeta atenei

«Meno vincoli sul reclutamento»

di Eugenio Bruno

«Una bellissima progressione». È così che il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, definisce la “cavalcata” nel ranking del Qs compiuta dal suo ateneo. Che è passato, nel giro di 5-6 anni, dal 230esimo al 149esimo posto. Un risultato dovuto soprattutto ai progressi fatti su appeal dei laureati e capacità di fare ricerca.

Nel manifestare tutta la sua «soddisfazione» per essere entrati nella top 150 mondiale, Resta individua nel rapporto docenti/studenti il primo punto di debolezza: «Vanno aumentati i docenti ma c’è un problema di reclutamento oppure ridotti gli studenti per poter competere con le top universities». E qui entriamo in questioni di politica universitaria nel suo complesso come gli altri due “talloni d’Achille” del sistema italiano di alta formazione: abbiamo pochi studenti stranieri e ancora meno professori.

Sul primo punto la risposta è già in atto, spiega. La scelta di puntare su lauree di primo livello al servizio del territorio e su magistrali che guardano all’estero ha fatto sì che un terzo degli iscritti ai corsi di laurea di secondo livello venga dall’estero. Mentre sul tema dell’ international faculty - ammette Resta - «non siamo soddisfatti». «Dedichiamo il 20% delle risorse legate ai punti organico alle chiamate internazionali. E a questo abbiamo aggiunto una politica importante sui visiting professor». Ma a quanto pare non basta. Da qui la sua richiesta di una semplificazione del reclutamento. E anche di un aumento delle risorse, se è vero che «la Germania spende per ogni studente quasi quattro volte in più dell’Italia».


© RIPRODUZIONE RISERVATA