Studenti e ricercatori

Si chiamerà Leonardo il supercomputer ospitato in Italia

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Si chiamerà Leonardo, in onore di Leonardo da Vinci del quale si celebrano i 500 anni dalla morte, e sarà operativo entro la fine del 2020: il supercomputer di nuova generazione dalle straordinarie capacità di calcolo che sarà ospitato in Italia. L'annuncio è arrivato ieri, nella
conferenza stampa organizzata dal Miur per presentare il progetto del supercomputer, uno degli otto della nuova rete europea che il Comitato Ue sul calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC) ha deciso di ospitare nel tecnopolo di Bologna.

Presenti all'incontro il ministro Marco Bussetti, il direttore generale del Dipartimento delle reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie della Commissione europea, Roberto Viola, il presidente del Consorzio interuniversitario Cineca, Giovanni Emanuele Corazza.

«Il nuovo supercomputer ci permetterà di fare un salto di qualità in tutti i campi della ricerca», ha detto Bussetti. Per il vicepresidente dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare
(Infn), Antonio Zoccoli, «la nuova macchina gestirà i dati prodotti dai più grandi progetti internazionali ai quali l'Infn partecipa: dal superacceleratore Lhc del Cern alla ricerca sulle
onde gravitazionali di Virgo».

Il progetto vincitore, un consorzio congiunto con la Slovenia guidato dal Cineca, con Infn e Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, «farà di Bologna la quinta realtà mondiale per capacità di calcolo», ha rilevato Corazza.


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