Studenti e ricercatori

Link Campus: 18enni sempre più interessati alla politica, l’80% voterà alle europee

di Alessia Tripodi

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I giovani italiani mostrano segnali di una rinnovata attenzione verso la politica: la percentuale di coloro che si dichiarano interessati è cresciuta dal 30% del 2016 al 41% nel 2019, con un incremento di 11 punti percentuali in tre anni. E l’80% dichiara che il prossimo 26 maggio andrà a votare per le Europee. Sul fronte interno, quasi il 40% è convinto che il governo non durerà a lungo, ma 2 su 3 promuovono il reddito di cittadinanza. Sono i dati del settimo rapporto dell’Osservatorio “Generazione Proteo” della Link Campus University che ha intervistato quasi 10mila studenti italiani tra i 17 e i 19 anni.

I numeri
Se per il 32,8% degli intervistati la maggioranza Lega-M5S non durerà a lungo, c’è anche un 10,7% che giudica l’azione di governo in linea con le promesse elettorali e chi considera il contratto un “modello di governo” per il futuro (8,4%). Cosa chiedono gli studenti? In cima alla lista delle priorità c’è la lotta alla povertà (21,7%), seguito dal contrasto alla criminalità (15,9%), dalla riduzione delle tasse (14,4%), dalla gestione dell'immigrazione (12,9%), dalle politiche per l'occupazione (12,7%), dalla riduzione dell'evasione fiscale (10,3%) e dalle politiche per l'ambiente (10%).

Oltre il 67% promuove il reddito di cittadinanza
Sono accolte con favore, dal 67,2% degli intervistati, politiche come il Reddito di cittadinanza. Complessivamente circa la metà degli studenti ne farebbe richiesta, per un aiuto economico (20,5%) e perché si tratti di un'opportunità e di un supporto alla ricerca del lavoro (23,4%). Infine, oltre la metà sono favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere (53,9%), e contrari all'acquisto di alcolici (72,3%) o sigarette (69,8%) da parte dei minorenni, così come esprimono perplessità sulla possibilità della patente di guida a 16 anni (47,4% i favorevoli, 38,1% i contrari).

“Bye bye” posto fisso
Ma è soprattutto con il timore di un lavoro non coerente con i propri sogni (41%) che gli intervistati fanno i conti. Un lavoro cui, secondo i dati, i giovani guardano in modo diverso rispetto al passato, rifuggendo la sicurezza del “posto fisso”, per il quale non vogliono rinunciare alle proprie ambizioni (29%), convinti che ormai il lavoro piuttosto che cercarlo bisogna crearselo (14,9%). Per contro, a difendere il “posto fisso” sono quei giovani che vedono in un lavoro sicuro l’unico modo per fare progetti futuri (33,7%).

Europa a luci e ombre
L’esercito di giovani che si recherà alle urne il prossimo 26 maggio - perchè, secondo il 76% degli intervistati «votare costituisce un dovere civico» - ha in generale un’idea positiva della Ue, vista come una potenza internazionale (dal 21%) e come garante della sicurezza in caso di conflitti (dal 18,9%). Ma non mancano le criticità, come l’incapacità di gestione dell'immigrazione, evidenziata dal 20,3% dei ragazzi, e la politica di chiusura dei porti, considerata un gesto indegno di un Paese democratico dal 22,1% dei giovani, anche se un intervistato su 4 rimarca «il compito imprescindibile» dell'Europa su una problematica complessa (37,6%).


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