Pianeta atenei

Gli atenei privati possono (se vogliono) diventare Spa

di Eugenio Bruno

Gli atenei privati possono, se vogliono, diventare Spa o Srl. A dirlo è il Consiglio di Stato in un parere sulla natura giuridica delle università non statali che è stato emesso il 9 maggio scorso su richiesta del ministero dell’Istruzione. Un tema che era diventato improvvisamente d’attualità a gennaio quando, durante l’esame in Parlamento del decreto semplificazioni, era spuntato un emendamento che privava del fondo di finanziamento pubblico (Ffo) le università che si fossero trasformate in società di capitali.

Quella norma non è mai giunta al traguardo ma il Miur - su spinta soprattutto delle telematiche - aveva comunque interpellato i giudici di Palazzo Spada. I quali, dopo una prima pronuncia interlocutoria a metà febbraio, sono entrati ora nel merito. Rispondendo però in maniera affermativa solo al primo dei due quesiti di viale Trastevere: se gli atenei non statali possano acquistare la forma di una società di capitali. A loro giudizio possono perché non esiste «nel vigente ordinamento giuridico un’espressa esclusione, per le libere Università private, del perseguimento del fine di lucro». Interlocutoria invece la risposta alla seconda domanda (A quali limitazioni vanno sottoposte gli atenei che lo fanno?). Nel passare la palla al legislatore i giudici ricordano che «non spetta a questo Consiglio forgiare “in positivo” un ulteriore tipo speciale di società di capitali».


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