Studenti e ricercatori

Una bussola per centrare la scelta dell’università

di Eugenio Bruno

In Italia i primi esperimenti risalgono agli anni 80. Ma è dal 1999 i test di ingresso all’università hanno avuto anche un “ombrello” legislativo. Con la legge 264 che ha introdotto i corsi ad «accesso programmato». In primis a medicina. Una barriera all’ingresso - con date e numero dei posti decisi a livello nazionale - che subisce quest’anno un profondo restyling ma che non esaurisce il tema. Visto che da noi esistono anche almeno altre due tipologie di prove standardizzate propedeutiche all’iscrizione: quelle messe a punto localmente per i singoli corsi di laurea, di cui proponiamo una ricognizione ateneo per ateneo, e quelle di “orientamento”, che anche quando non sono obbligatorie possono comunque aiutare le aspiranti matricole ad autovalutarsi.

Se per la scuola l’orientamento è importante, per l’università lo è ancora di più. Specialmente in un Paese che resta penultimo in Europa per numero di laureati e che registra ancora il 12% di abbandoni dopo il primo anno tra gli iscritti alle lauree triennali. Complice anche un esame di maturità che, di riforma in riforma, continua a non tirare fuori le reali aspirazioni degli studenti. Ecco che sbagliare la scelta della facoltà significa rendere ancora più lunga e accidentata la strada che porta al mondo del lavoro. Un rischio da scongiurare. Anche grazie a un’informazione approfondita e responsabile. Ed è ciò che il Sole 24 Ore si propone di fare, dedicando due intere pubblicazioni all’argomento: oggi con una vademecum ai test d’ingresso, nei prossimi mesi con una nuova edizione della guida all’università.

La mappa che pubblichiamo nelle pagine seguenti dimostra come lo “sportello” dei test di ingresso sia ormai sempre aperto. E se il clou si avrà il 3 settembre con la nuova prova di medicina - che, da un lato, conterrà meno quesiti di logica e più domande di cultura generale per valorizzare la preparazione di base e, dall’altro, sarà preceduto per la prima volta dai testo di autovalutazione del Miur - anche il calendario delle prove decise a livello locale si annuncia quanto mai fitto. Un motivo in più per arrivare alla selezione preparati. E con le idee chiare. Anche perché più di uno studio ha dimostrato ormai da anni la capacità dei test di predire la carriera universitaria dei candidati. E dunque di orientarla.


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