Pianeta atenei

Guida per mettere alla prova le scelte

di Eugenio Bruno

Che il tema sia dibattuto lo conferma già il nome. Con le università che lo chiamano - come la legge 264/1999 che lo ha istituito - «accesso programmato». A sottolineare l’esigenza di collegare le immatricolazioni alle dotazioni di aule e docenti. E gli studenti che preferiscono invece l’appellativo di «numero chiuso». A ribadirne il carattere di barriera all’ingresso più o meno necessaria. Una differenziazione che non è solo lessicale, ma anche politica. E infatti l’argomento è stato affrontato sia in campagna elettorale, sia nel contratto di governo. Declinato soprattutto su medicina. Con gli effetti che si sono visti nelle scorse settimane quando il ministero dell’Istruzione ha fissato le date dei test di ingresso nazionali (dal 3 settembre in poi) e ha annunciato il restyling dei quiz.Per dare più spazio alla cultura generale e meno alla logica. In attesa del decreto sui posti disponibili che - almeno per gli “aspiranti camici bianchi” - dovrebbero aumentare del 20% e sfiorare così i 12mila.

In vista di quell’appuntamento - e delle altre decine di selezioni piccole e grandi che una settantina di atenei hanno programmato per le immatricolazioni all’anno accademico 2019/2020 - Il Sole 24 Ore ha deciso di dedicare un’intera guida ai test di ingresso. Un supplemento di 104 pagine che sarà in edicola a partire da martedì 9 aprile, a 0,50 euro rispetto al prezzo del quotidiano. Con la mappa di tutti i corsi per cui è previsto un filtro all’ingresso e una selezione di quesiti (e relative soluzioni) messi a punto dagli esperti di Alpha Test e aggiornati sulla base delle ultime novità decise dal Miur. Per 9 aree disciplinari: professioni sanitarie e scienze motorie; medicina, odontoiatria e veterinaria; architettura e design; scienze della formazione primaria; ingegneria; economia per le università private; psicologia; biologia, Ctf e chimica; comunicazione e mass media.

Nella consapevolezza che autovalutarsi sia lo strumento migliore per orientarsi nella scelta della facoltà universitaria. Rendendola la più consapevole e informata possibile. E magari guardando già al lavoro di domani. Anche perché, come confermano gli ultimi dati dell’Istat, la disoccupazione è tornata a mordere. E quella giovanile ancora di più.


© RIPRODUZIONE RISERVATA