Studenti e ricercatori

Corruzione esclusa per l’anomalo tutoraggio universitario

di Andrea Alberto Moramarco

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Il professore universitario che facilita la carriera universitaria di uno studente, agevolandone il conseguimento della laurea e supportandolo nel conseguimento del dottorato di ricerca, in cambio di incarichi di consulenza conferiti dal padre del ragazzo, dirigente sanitario, non commette corruzione. Almeno così è nella vicenda - ancora nella fase cautelare - oggetto della sentenza 14377/2019, che ha ritenuto inammissibile il ricorso della Procura contro la decisione del Tribunale del riesame di annullare gli arresti domiciliari.

Il caso
La vicenda rappresenta un filone della complessa indagine che ha riguardato l’ex governatore della Basilicata Pittella e ha ad oggetto presunti reati di corruzione commessi dal Direttore generale dell'Asl Matera, considerato dai Pm uno dei suoi “fedelissimi”, in concorso con un professore dell’università degli studi di Bari, di professione avvocato. Quest’ultimo veniva accusato di aver agevolato la conclusione della carriera universitaria del figlio del direttore dell'Asl, essendo componente della commissione esaminatrice e suo relatore di laurea, nonché di aver supportato il ragazzo nel dottorato di ricerca presso la propria cattedra, in cambio di incarichi professionali quale consulente esterno conferiti da parte dell'ente sanitario, senza segnalare l'incompatibilità.
Il professore, dal canto suo, si difendeva dalle accuse sostenendo l'inconsistenza di un patto corruttivo tra lui e il padre dello studente e l'assenza di qualsiasi collegamento tra la carriera del ragazzo e i lavori ricevuti, in quanto per diverso tempo era stato legale di fiducia di aziende sanitarie lucane e aveva ricevuto negli anni diversi incarichi da differenti direttori generali.

La decisione
Dopo la misura degli arresti domiciliari in capo al professore disposta dal Gip, e la revoca del provvedimento adottata Tribunale del riesame, la vicenda, ancora nella fase cautelare, arriva così all'attenzione della Cassazione che rigetta il ricorso confermando l'assenza della «gravità indiziaria del contestato anomalo tutoraggio universitario e professionale» del figlio del Direttore Asl. La Corte si limita, invero, a sottolineare l'impossibilità di rivalutare gli elementi fattuali e materiali della vicenda, essendo apprezzamenti di merito ad essa sottratti e rimesso al giudice di merito. Inoltre, trattasi nel caso di specie del giudizio su una misura cautelare che richiede la valutazione non della responsabilità penale dell'indagato, bensì di una «qualificata probabilità di colpevolezza», che deve basarsi sulla «valutazione circa la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza» - che nella specie non sussiste - rimessa al giudice della cautela. Sarà, pertanto, il prosieguo del procedimento penale a verificare la sussistenza o meno nel caso di specie di un effettivo patto corruttivo.


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