Studenti e ricercatori

Arriva la mini naja: sei mesi in caserma e 12 crediti formativi per l’università

di Nicoletta Cottone

Per i giovani diplomati da 18 a 22 anni è in arrivo la mini naja. Un progetto sperimentale, su base volontaria, che prevede per i giovani studenti sei mesi in caserma e in strutture formative delle Forze armate. Il tempo sarà equamente ripartito fra corsi di studio in modalità e-learning, permanenza presso le Forze armate e apprendimento pratico. Si studieranno i valori della cittadinanza e della difesa, compresa la conoscenza delle minacce alla sicurezza interna. Obiettivo dichiarato dal disegno di legge approvato dalla Camera con il solo voto contrario di Leu, è ridurre la distanza fra giovani e istituzioni. Il testo passa ora all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. «Il provvedimento nasce dall’idea - spiega il primo firmatario Matteo Perego di Cremnago (Fi) al Sole24ore.com - di riavvicinare i giovani al mondo delle Forze armate: crediamo che oltre alla famiglia e alla scuola le Forze armate siano in grado di consentire un percorso formativo completo».

Dodici crediti formativi e l’attestato di ufficiale di riserva di complemento
«Non è previsto un rimborso spese . spiega l’onorevole Perego di Cremnago -: tutti gli oneri come vitto e alloggio sono a carico del Fondo di riserva del Mef. Non ci sono costi per lo studente, ma nemmeno una retribuzione. Riteniamo che l’acquisizione di 12 crediti universitari sia il giusto compenso. E si riceverà un attestato di natura militare di ufficiali di riserva di complemento».

Percorso duale, militare e civico
«Il percorso ha - prosegue il parlamentare - una connotazione duale: una militare e una civica. Ci sarà una parte di e-learning e una in caserma e si tratteranno diverse tematiche. Per esempio uno studente di Fisica nell’Aeronautica potrebbe studiare la meteorologia con grande arricchimento culturale. O la logistica per un ingegnere, per esempio, con un programma al Genio militare sui comportamenti in caso di catastrofi naturali. In questo senso c’è una componente anche civica: si istruisce la cittadinanza sulle tematiche delle Forze armate, che riguardano però anche la vita di tutti i giorni. Per una cittadinanza attiva e più consapevole».

I requisiti richiesti
I candidati dovranno possedere: cittadinanza italiana, godimento di diritti civili e politici, età fra i 18 e i 22 anni, diploma di istruzione secondaria di secondo grado, assenza di condanne per delitti non colposi o procedimenti penali in atto per delitti non colposi, non essere sottoposti a misure di prevenzione, non aver tenuto comportamenti verso le istituzioni che non diano garanzia di assoluta fedeltà alla Costituzione e alla sicurezza nazionale, non essere in servizio come volontari delle Forze armate.

L’attestato di studio e i crediti formativi
Al termine del percorso i giovani otterrano dall’amministrazione della difesa un attestato sull’esito positivo del percorso formativo utilizzabile nell’accesso al mercato del lavoro. E otterranno il titolo di ufficiale di complemento. E l’acquisizione di crediti formativi universitari. «Si vuole offrire un percorso formativo a 360° in ambito militare e civico», spiega Perego di Cremnago .

Lo studio sul progetto sperimentale
Il presidente del Centro alti studi per la difesa avrà 90 giorni dall’entrata in vigore della legge per presentare al Capo di Stato maggiore della difesa uno studio sull’avvio del progetto sperimentale da svolgere presso reparti e comandi delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri per sei mesi. Si apprenderà il valore civico della difesa della Patria, i valori connessi alla difesa delle istituzioni democratiche, i principi dell’ordinamento militare, la conoscenza delle principali minacce alla sicurezza interna e internazionale, lo studio dell’architettura istituzionale preposta alla cyber protezione nazionale. Prevista anche la partecipazione in qualità di osservatori alle esercitazioni legate alla sicurezza cibernetica e alla scuola delle telecomunicazioni di Chiavari. Si studierà la cooperazione nell’ambito della difesa europea, la conoscenza del sistema produttivo nazionale nell’ambito della difesa e della sicurezza.


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