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L’Accademia della Scala approva il progetto di un Conservatorio a Riad

di Giovanna Mancini

Dopo lo stop all’ingresso dei sauditi nel cda del Teatro alla Scala di Milano, l’Accademia del teatro scaligero ha dato invece il via libera a una collaborazione con il governo di Riad per creazione di un Conservatorio nella città araba. A deciderlo, questa mattina, il consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia Arti e Mestieri Teatro alla Scala, che ha approvato all’unanimità il progetto di start up per la creazione del conservatorio, ovvero uno dei punti previsti nell’accordo che il sovrintendente del Piermarini, Alexander Pereira , stava trattando con Riad ma che il cda della Scala ha bocciato la scorsa settimana.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala (che è anche presidente della Fondazione Scala) aveva infatti precisato che la bocciatura dell’accordo – con la conseguente restituzione dei 3,1 milioni di euro già versati su un acconto di garanzia presso un notaio milanese, senza causali – non precludeva altre forme di collaborazione con il governo saudita, tra cui appunto la volontà della famiglia reale, di creare un Conservatorio sotto la guida della Scala.

Il primo nucleo di attività – si legge in una nota emessa dall’Accademia – prevede la creazione di corsi di coro di voci bianche, di propedeutica alla danza per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e di un nucleo di scuola musicale per strumento oltre a un workshop su marketing e comunicazione digitale. Il progetto sarà modulato in diverse aree di intervento dell’Accademia, cui corrisponderanno finanziamenti separati.

Non si tratta del primo progetto di questo genere che vede impegnata nel mondo l’Accademia scaligera: interventi simili sono già stati realizzati dal dipartimento di cooperazione culturale dell’Accademia in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Kazakistan, Cile e Uruguay. In questo caso si fa un ulteriore passo avanti: il progetto si svilupperà nell’arco di tre anni, coinvolgendo circa 600 bambine e bambini e vedrà nel primo anno una forte presenza di docenti dell’Accademia.

L’attività per il primo anno, con inizio a settembre 2019, prevede l’individuazione e formazione del corpo professionale e dei formatori e la creazione dei corsi, mentre nei due anni seguenti i docenti Accademia accompagneranno e guideranno i nuovi docenti nell'adempimento corretto del metodo didattico. Nel frattempo verranno implementati nuovi corsi con relativa attività di formazione dei formatori.


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