Studenti e ricercatori

Studenti e ricercatori scrivono ai candidati Cun: «Ricordatevi la lotta al precariato e il diritto allo studio»

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In una lettera inviata ai candidati alle elezioni per il rinnovo del Cun (si vota dal 5 al 14 marzo per il rinnovo parziale del Consiglio universitario nazionale) e siglata dalle principali associazioni degli studenti e dei ricercatori - Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia), Flc Cgil (Federazione lavoratori della conoscenza), Link (Coordinamento universitario), Rete29Aprile e Udu (Unione degli Universitari) - arriva un chiaro messaggio a non dimenticarsi di due battaglie cruciali per il mondo universitario: la lotta al precariato e quello ai tagli al diritto allo studio e al numero chiuso.

«Una situazione drammatica - si legge nella lettera - riguarda il precariato all'interno dell'Università. Com'è noto, l'ingresso in ruolo di ricercatore e poi docente universitario è preceduto da una troppo lunga stagione di precariato: in pratica, gli anni potenzialmente più produttivi dei ricercatori italiani vengono sostenuti con assegni di ricerca, contratti precari a breve durata e generalizzate situazioni di sfruttamento. I dati sono impietosi: la crescita delle posizioni precarie a danno di quelle stabilizzate è inequivocabile. Come emerge dalle nostre indagini annuali, il 90,8% degli attuali precari non verrà stabilizzato e si ritroverà espulso dall'università». Non solo: «Un'altra situazione su cui prestare una profonda attenzione e mettere al più presto in campo azioni concrete riguarda la condizione studentesca in Italia. Riteniamo - aggiunge la lettera - che tale dato vede tra le sue principali cause le seguenti: il diritto allo studio ed il numero programmato che costituiscono oggi vere e proprie barriere all'accesso di carattere materiale e non solo per frequentare l'Università». Da qui l’invito «qualora tu risultassi eletto, di sostenere all'interno del Cun le proposte individuate nelle nostre piattaforme» «Ti chiediamo di testimoniare questo tuo impegno - concludere la lettera - dichiarando ufficialmente, nel programma della tua candidatura e nelle occasioni pubbliche in cui la presenterai, il tuo sostegno a queste nostre battaglie, centrali per il futuro ed il rilancio dell'Università italiana e del nostro Paese stesso».


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