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Medici specializzandi, la remunerazione è prevista per i corsi dal 1° gennaio 1983 in poi

di Andrea Alberto Moramarco

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L'obbligo di remunerare i medici specializzandi da parte dello Stato italiano decorre dal 1° gennaio 1983, ovvero il giorno successivo al temine finale di recepimento della direttiva 82/76, a sua volta entrata in vigore il 29 gennaio 1982. Pertanto, coloro che hanno iniziato la specializzazione dopo il 1° gennaio 1983 hanno diritto alla remunerazione per l'intera durata del corso, mentre coloro che hanno iniziato la specializzazione nel corso dell'anno 1982 hanno diritto alla remunerazione a partire dal 1° gennaio 1983. Questo è quanto emerge dall'ordinanza 5509 della Cassazione, depositata ieri.

Il caso
Protagonista della vicenda è un medico il quale aveva conseguito la specializzazione in chirurgia, frequentando il relativo corso dal 1982 al 1987. Dopo l'emanazione del Dlgs 257/91 - con il quale il legislatore ha tardivamente attuato l'obbligo di una adeguata remunerazione per i medici specializzandi, così come previsto nella direttiva 82/76 – il medico chiedeva alla Presidenza del consiglio dei ministri il pagamento di una somma equivalente alla giusta remunerazione non percepita. I giudici di merito rigettavano però la sua richiesta ritenendo che la retribuzione non spettasse a coloro che avevano iniziato i corsi di specializzazione prima del 31 dicembre 1982, ossia il termine ultimo per il recepimento nazionale della normativa comunitaria.
La questione finiva così in Cassazione dove il medico sottolineava l'errore concettuale dei giudici, rei di aver confuso il termine di attuazione delle direttive con quello della vigenza dell'obbligo costitutivo del diritto alla remunerazione, che coinciderebbe con il giorno di entrata in vigore della direttiva 82/76, ovvero il 29 gennaio 1982.

La decisione
La Suprema corte accoglie il ricorso del medico e cerca di fare chiarezza su una vicenda che ormai da anni occupa le aule di giustizia e che offre sempre diverse sfaccettature. Nel caso concreto il nodo centrale della questione sta nell'esatta individuazione della momento a partire dal quale sussiste l'obbligo di remunerare i medici da parte dello Stato. Ebbene, i giudici di legittimità - ricollegandosi anche alla sentenza della Corte di giustizia dell'unione europea del 24 gennaio 2018 C-616/16 – sgombrano il campo da ogni equivoco e chiariscono che la previsione della remunerazione parte già dal 29 gennaio 1982, mentre il termine del 31 dicembre si riferisce alla scadenza per l'attuazione della direttiva contenente l'obbligo.

Pertanto, sino a tale ultima data lo Stato italiano avrebbe potuto recepire la normativa comunitaria, diventando inadempiente solo a partire dal giorno successivo. Ne deriva che il risarcimento spetterà «per il periodo decorrente dal 1° gennaio 1983 perché l'inadempimento statuale si è verificato solo da quella data». Dunque, per i corsi di specializzazione cominciati tra il 29 gennaio 1982 e il 1° gennaio 1983 la remunerazione andrà riconosciuta solo proporzionalmente alla durata del corso successiva a quest'ultima data; per i corsi di specializzazione cominciati dopo il 1° gennaio 1983 la remunerazione competerà al contrario per intero, «perché tutta la relativa durata si è svolta quando lo Stato era inadempiente».


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