Studenti e ricercatori

Almalaurea, il 59% dei laureati Stem è maschio (ma le donne sono più brave)

di Alessia Tripodi

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Sull’accesso alle lauree scientifiche pesa ancora un notevole “gender gap”, un divario di genere che vede ancora i maschi (ben) più numerosi delle ragazze nei corsi di laurea cosiddetti Stem. Anche se queste ultime hanno performance più brillanti. Lo rivela uno studio di Almalaurea, secondo il quale su oltre 73mila laureati in materie scientifiche del 2017 (sia di primo che di secondo livello), il 59% sono maschi, con un picco del 74% in ingegneria. Una situazione diametralmente opposta a quella delle lauree non Stem, dove le donne sono quasi due su tre.

Differenze di genere
Solamente nei gruppi disciplinari geo-biologico, chimico-farmaceutico e architettura, sottolinea Almalaurea, si osserva un'inversione di tendenza, con le donne che vantano un’incidenza maggiore. Sul fronte delle performance, come accennato, vincono le ragazze: i loro voti di laurea sono più alti (103,6 su 110, contro 101,6 degli uomini) la reglarità negli studi è maggiore (tra le donne il 46,1% ha concluso gli studi nei tempi previsti contro il 42,7% degli uomini). Ciò è in generale confermato a livello di gruppo disciplinare, spiega lo studio, con la sola eccezione dei laureati Stem del gruppo chimico-farmaceutico, per i quali sia i voti di laurea sia la quota di studenti che concludono gli studi in corso sono superiori tra gli uomini. Una differenza si evidenzia anche sul fronte della soddisfazione per il percorso di studi frequentato, con gli uomini che sono generalmente più soddisfatti delle donne (72,9% dei primi contro il 70,5% delle seconde). Le differenze di genere in termini di età al conseguimento del titolo, infine, sono minime: le laureate Stem arrivano alla tesi mediamente a 25,5 anni contro i 25,7 degli uomini e questo si verifica in tutti i gruppi disciplinari.

Occupazione e retribuzione
Il focus di Almalaurea indaga anche la spendibilità dei titoli sul mercato del lavoro, scoprendo che, a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati Stem è complessivamente pari all’89,3% (+4,1 punti percentuali rispetto ai non Stem), valore raggiunge il 92,5% per gli uomini, contro l’85,0% delle donne (fra i laureati non Stem le quote sono rispettivamente 88,5% e 83,4%). I laureati che trovano più facilmente lavoro sono quelli dei gruppi economico-statistico (94,8%) e ingegneria (94,6%), mentre il gruppo geo-biologico si colloca in fondo alla classifica, con un tasso di occupazione pari al 78,5%. Anche sul fronte della retribuzione, infine, si registra un (ormai ben noto) gender gap: a 5 anni dalla tesi i laureati Stem guadagnano mediamente 1.571 euro al mese, ma la busta paga degli uomini è più pesante del 23% di quella delle donne (1.699 euro contro 1.375 euro).


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