Studenti e ricercatori

Lezioni in carcere, in Calabria anno accademico al via per il Polo penitenziario

di Donata Marrazzo

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«Quando sei in carcere studiare ti aiuta a mettere la testa fuori restando dentro. Anche se hai da scontare un ergastolo ostativo. E spesso un luogo di detenzione si trasforma in uno spazio capace di educare all'esterno». Con questa visione aperta e inclusiva il sociologo Piero Fantozzi coordina per conto del rettore dell'Università della Calabria Gino Mirocle Crisci le attività del Polo universitario penitenziario nella Casa di reclusione di Rossano. All'anno accademico, appena inaugurato, si contano in tutto 20 iscritti, compresi tra gli istituti di Rossano, Paola, Cosenza e Castrovillari: sociologia, scienze politiche, scienze umanistiche, matematica e lingue i corsi di laurea più frequentati. «Ma con la disponibilità di docenti e volontari stiamo per attivarne anche altri come quello di fisica e di altre materie scientifiche che renderanno unica la nostra offerta», spiega Fantozzi, docente di Sociologia dei fenomeni politici all'università di Arcavacata fino a prima della pensione.

Il Pup dell’Unical
Alcuni degli studenti del Pup dell'Unical sono condannati al carcere a vita. Altri hanno pene detentive di almeno 10 anni. «Si tratta di riscoprire nel detenuto una persona al di là del suo reato – ha dichiarato il rettore dell'ateneo in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico - che ha il diritto di avere la possibilità di migliorarsi e di essere reinserito nella società, dopo aver scontato la sua pena».

I primi laureati in Sociologia
Il primo Pup fu istituito 20 anni fa a Torino. Quello dell'Unical nasce nel 2008: così il polo calabrese vanta già da qualche anno i primi laureati in sociologia. Alcuni di loro sono entrati analfabeti. In due, condannati all'ergastolo, grazie all'intervento del magistrato di sorveglianza Silvana Ferriero, hanno discusso la tesi nell'aula magna dell'università di Arcavacata, affidati al cappellano don Piero Frizzarin.

Lo studio come redenzione
Docenti e tutor garantiscono agli iscritti lo stesso percorso formativo degli studenti non detenuti. Oltre agli esami, alle sedute di laurea e agli incontri con i prof, all'interno dell'istituto penitenziario si svolgono sedute di orientamento e cicli di lezioni. «Sono esperienze di un'umanità straordinaria – aggiunge Fantozzi - possibili grazie anche all'impegno appassionato di magistrati e dirigenti dell'amministrazione penitenziaria. Attività che spesso trasformano radicalmente i detenuti, dimostrando che la pena può rappresentare davvero una redenzione».

Il nuovo provveditore Massimo Parisi
A dare un ulteriore contributo il nuovo provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria Massimo Parisi. Arriva da Bollate: «Crediamo molto nell'istruzione e nella cultura – dichiara – nella possibilità che i detenuti si approprino di competenze che possano poi mettere a servizio di un loro progetto di vita futura». «Con la nascita del Pup, onoriamo quella che è la nostra terza missione, essere sul territorio per aiutare a costruire un tessuto culturale diverso – conclude Crisci - Insisterò con gli altri rettori calabresi affinché ci possa essere un polo universitario penitenziario in ogni ateneo».


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