Studenti e ricercatori

Poche ricercatrici in Italia, gap che ci mette agli ultimi posti nella Ue

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I laboratori di ricerca parlano ancora al maschile in Europa e soprattutto in Italia, che si posizione al 23esimo posto fra i Paesi europei con il 35% circa di donne scienziate e ingegneri, seguita da Germania, Austria e Finlandia, contro la media Ue del 41%.

Ad aggiornare il gap che sopravvive nel mondo della scienza è l'ultima indagine di Eurostat ci cui dati sono stati pubblicati ieri e sono relativi al 2017. In generale, dei circa 18 milioni di ricercatori attivi nei Paesi dell'Unione Europea, le donne sono il 41% contro il 59% degli uomini. In testa alla classifica si trova la Lituania, con il 57% di ricercatrici, seguita da Bulgaria, Latvia, Portogallo, Danimarca, Svezia e Irlanda, tutti al di sopra della medie Ue, così come Polonia, Spagna, Croazia. Nella media Ue si attestano Regno Unito, Francia, Belgio e Romania. In generale gli uomini sono più presenti nei laboratori con le tecnologie più evolute, raggiungendo ben l'83%, mentre nei settori di servizio il divario si riduce, con il 55% degli uomini contro il 45% delle donne. L'Eurostat rileva che gli investimenti in ricerca continuano a essere un obiettivo importante in Europa, insieme allo sviluppo e all'educazione: tutti questi campi sono giudicati infatti essenziali allo sviluppo di un'economia basata sulla conoscenza.


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