Studenti e ricercatori

Entrata in servizio anticipata per 4.150 medici di base nei prossimi 3 anni

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Nei prossimi 3 anni saranno disponibili 4.150 medici di famiglia per fare fronte alle carenze derivanti dai pensionamenti. E' l'effetto della norma del dl Semplificazioni che permette anche ai laureati in Medicina che non avranno ancora completato il corso di formazione in Medicina generale, di poter ricevere l'incarico fino al 31 dicembre 2021. Da subito, secondo una stima del ministero della Salute per l'Ansa, sono disponibili 982 medici che
frequentano l'ultimo anno di corso del triennio 2016-19.

«Bene la norma del dl Semplificazioni che permette “l'entrata anticipata” per circa 4.200 medici di famiglia nel triennio, ma va detto che si tratta comunque di una norma tampone per fare fronte all'emergenza che deriverà dal pensionamento di migliaia di medici nei prossimi anni e non di un provvedimento strutturale». Così il segretario generale della
Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, commenta la norma.

«Sicuramente - sottolinea Scotti - si tratta di un intervento che permette di migliorare la situazione a fronte dei previsti pensionamenti dei prossimi anni, fronteggiando la carenza di medici di famiglia che verrà a determinarsi, ma è chiaro che ciò richiederà l'immediata convocazione dei sindacati per definire i criteri per poi poter procedere all'applicazione della norma”.

La situazione a breve si presenterà critica, avverte Scotti: «Attualmente, sono 43mila i medici di famiglia attivi in tutta Italia e si stima che almeno 15mila andranno in pensione nei prossimi 5 anni; questo vuol dire che venendo a mancare il 35% circa dei medici di base negli anni a venire, un italiano su tre potrebbe restare senza un medico di riferimento». Il punto, spiega, «è che tale norma anticipa l'entrata in attività dei medici che si stanno formando, ma non aumenta il numero finale dei medici che entreranno nel sistema». Il nodo «più importante - afferma - resta invece quello relativo alla necessità di aumentare le borse di studio per il corso in Medicina generale: se rimarranno infatti almeno 2.000 l'anno per i prossimi 10 anni, si potrà arrivare ad un equilibrio tra entrare e uscite dei medici».
Ad ogni modo, sottolinea il leader sindacale, la norma «avrà nel breve periodo un effetto positivo soprattutto nelle Regioni, soprattutto al Nord, dove la carenza di medici di famiglia già si fa sentire; si tratta, ad esempio, di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, dove sono già esaurite le graduatorie per i medici di famiglia da cui attingere».


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