Studenti e ricercatori

Al Politecnico di Milano arriva l’ingegnere della mobilità

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Per rispondere ai nuovi bisogni della mobilità del futuro, il Politecnico di Milano lancia il
primo corso di laurea per diventare “ingegnere della mobilità”, una figura che ad oggi non esiste nel mondo del lavoro.

«È un settore che richiede di essere governato da figure professionali che sappiano unire competenze tecnico-ingegneristiche-gestionali a un approccio attento alle nuove opportunità tecnologiche», spiega il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, presentando il corso di Laurea magistrale in “Mobility engineering”, accanto a Renato
Mazzoncini, docente di Mobility, infrastructures & services, e ai 13 partner industriali del che hanno collaborato con l'ateneo per definire il programma di studi.

Il corso, che sarà attivo dal prossimo anno accademico 2019/2020 e sarà in inglese, risponde «sia alle richieste di innovazione che arrivano dalle imprese imprese, sia alla
necessità di potenziamento di settori strategici per lo sviluppo economico che arriva dal sistema Paese», spiega il Politecnico.

Inoltre questa laurea offrirà «un vantaggio occupazionale straordinariamente competitivo». I partner sosterranno le attività didattiche anche con interventi seminariali, ospitando visite tecniche, proponendo tesi in azienda, offrendo stage ai laureati e mettendo a disposizione borse di studio. Faranno parte inoltre dell'advisory board del corso di studi. Le 13 aziende sono: Alstom Italia, Ansaldo Sts, Atm, Brebemi, Brescia mobilità, EvoBus Italia, Gruppo Fs italiane, Hitachi rail, ItalScania, Lucchini Rs; Mermec; Metra; Trenord.


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