Studenti e ricercatori

Si apre il cantiere Anvur: il Miur punta a un’agenzia di valutazione dell'istruzione

di Marzio Bartoloni

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Per ora è solo una «riflessione complessiva sul tema della valutazione» inviata a tutti i rettori dal Miur e firmata dal capo dipartimento Giuseppe Valditara. Ma le quattro pagine che riguardano «la valutazione dell'università e della ricerca», a cui si aggiunge un allegato che suggerisce la nascita di un coordinamento nazionale della ricerca, senza troppi giri di parole boccia l’attuale funzionamento dell'Anvur che avrebbe introdotto secondo Valditara una «dittatura dell'algoritmo» e una «serie di distorsioni». Da qui l'indicazione a un suo radicale ripensamento con diversi compiti – dall'accreditamento dei corsi alla predisposizione delle soglie per l'abilitazione – da riattribuire al ministero indicando anche la possibilità di inserire l'Anvur «come specifica e autonoma sezione» all'interno di una futura «agenzia nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione e della ricerca» rivedendo anche le modalità di composizione del comitato direttivo. Insomma più di un passo indietro rispetto a quanto fatto negli ultimi 10 anni.

Stop alla dittatura dell'algoritmo
Il documento del Miur - su cui sono attese le osservazioni dei rettori – parla dell'attuale Anvur come di un ente «inquisitorio e burocratico sempre più legato alla valutazione dei processi (valutazione ex ante ed in itinere) piuttosto che a quella dei prodotti (valutazione ex post)». Nel mirino non finisce la valutazione in sé ma gli «errori concettuali» compiuti negli anni a causa di una «declinazione regolamentare molto articolata e complessa rispetto alla legge istitutiva» e per i «comportamenti opportunistici atti a scaricare su un soggetto tecnico e non politico le decisioni sgradevoli di premialità e sanzione». Da questa dilatazione dell’attività dell’Anvur che iper-regolamentando tutti i processi avrebbe portato alla «deresponsabilizzazione completa del singolo e del sistema su cui la valutazione punta l'attenzione». E così tutto si riduce «solo al premiare il pedissequo assolvimento di tutti gli adempimenti burocratici necessari». Il documento cita degli esempi: dalle schede di accreditamento (Sua) agli esercizi della Vqr e alla valutazione dei Dipartimenti di eccellenza.

Le proposte del Miur
Secondo il Miur bisogna passare da una valutazione prescrittiva a una con prevalenza di «indicazione di buone pratiche, fatta di poche prescrizioni, che abbia nella flessibilità il suo scopo e nella certezza del premio e della sanzione il suo strumento forte di induzione al risultato positivo». Non mancano le proposte specifiche. Innanzitutto si suggerisce la ridefinizione delle competenze in materia di valutazione e di accreditamento, con separazione delle competenze e delle funzioni in materia di valutazione e accreditamento e riattribuzione al Miur delle competenze e delle funzioni in materia di accreditamento dei corsi di studio In sostanza si tornerebbe a una centralizzazione di molti compiti oggi affidati all'Anvur. E poi l'attribuzione delle competenze e delle funzioni in materia di valutazione di sistema a un soggetto dotato di autonomia e terzietà per la raccolta dei dati. E ancora il riconoscimento dell'esclusiva competenza sulla valutazione dei singoli docenti e ricercatori e del personale accademico alle istituzioni universitarie e agli enti di ricerca. Ma anche la valutazione della ricerca dei dipartimenti in base a tutta la produzione scientifica, con l'esclusione dell'Anvur dalla predisposizione delle soglia per l'abilitazione scientifica nazionale (Asn) che dovrebbe essere compito Miur. Tutte indicazioni che richiedono secondo il ministero di «ripensare radicalmente struttura e funzioni dell'Anvur, magari inserendolo come specifica e autonoma sezione di una agenzia nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione e della ricerca».


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